Luciano Somma è nato a Napoli il 18 Marzo 1940, cominciando a scrivere poesia all'età di 13 anni. Centinaia i premi ottenuti, numerosissimi primi premi assoluti, per due volte ha conseguito la medaglia d'argento del Presidente della Repubblica. Inserito in moltissime antologie, anche scolastiche, tra le quali si distingue la prestigiosa Nati per la vita stampata in Russia dall'edizione Raduca di Mosca nella cui storia figurano firme come quelle di Quasimodo, Pasolini, Saba, Bevilacqua, De Filippo. Pubblica, ed ha pubblicato, sui periodici e sui quotidiani più importanti d'Italia: oltre 150 testate giornalistiche hanno ospitato sui articoli o suoi versi. Ha pubblicato anche qualche breve racconto. Dal Mattino di Napoli alla Nazione di Firenze, da Men a Topolino, Intimità, Il Roma, Frate Indovino, La Disfida, Il Pungolo Verde, L'Eco del Popolo, il Club Degli Autori, Brontolo, Miscellanea , Cronaca Filatelica. Paroliere iscritto alla S.I.A.E. dal 1967 ha all'attivo oltre 500 canzoni edite o incise. È presente in un numero ormai imprecisato di siti, il motore di ricerca Google e similari presenta il suo nome un pò in tutti i siti letterari che contano. Diversi giornali e periodici hanno parlato di lui come del poeta più presente on line. Dal 1976 al 1990 ha condotto rubriche di poesie e canzoni in diverse emittenti private e Televisive, riscuotendo sempre ottimi consensi con centinaia di telefonate in diretta nelle varie trasmissioni. Per un paio di anni ha collaborato, con rubriche varie, con Tele5 Napoli. Nel 1984 è stato coordinatore per il tempo libero, per la regione Campania. Ha partecipato, e partecipa, in veste di giurato, a moltissimi concorsi di poesia e narrativa. ll suo nome figura, tra l'altro, in antologie come: "Dizionario storico dei poeti italiani”- Poetica napoletana del ‘900 - La poesia a Napoli - Natale napulitano - Presente dal primo anno nell'Agenda dei Poeti delle Edizioni OTMA di Milano. Nell'ottobre del 2005 è stato ospite in Televisione nazionale, secondo canale, nella rubrica Non è mai troppo tardi dove ha spiegato come è approdato in internet ed i numerosi vantaggi derivati dalla sua frequenza on line. Sal (un cane abbandonato) Quell'estate ero rimasto in città, una forma di esaurimento nervoso mi aveva impedito di andare al mare come invece facevo da tanti anni. Avevo trascorso i giorni di ferragosto passeggiando per i vicoli del mio quartiere conversando ora con questo ora con quello, assaporando una grande gioia e riscoprendo quei valori umani da tempo dimenticati. Abbandonata l'automobile in garage percorrevo ogni giorno quelle strade che conoscevo fin da bambino e passavo da un'emozione all'altra non vedendo più alcune persone che erano morte o si erano trasferite altrove o incontrando vecchie conoscenze ed amicizie. Fu verso la fine d'agosto che il portiere una mattina invece del solito saluto quasi urlò : " Don Gennaro " (non avendo nessuna laurea e nessun diploma il buon uomo aveva provveduto - fin dal primo giorno - a darmi il caratteristico e nobiliare titolo ) scusate, aggiunse, rendendosi conto della foga, ma ci sta il Cavaliere Raguso del 4 ° piano che vorrebbe parlarvi (chissà perché i portieri napoletani ci tengono a dire il piano dei condomini) Pensai subito ad una bussata a denari, diamine, uno è privo di salutare gentilmente un vicino e questi cerca, alla prima occasione, di spillarti dei soldi. Il portiere si rese conto di una certa mia perplessità, in quanto non avevo risposto immediatamente e quasi per rassicurarmi disse : non vi preoccupate credo si tratti d'un piacere da chiedervi ma non quello che state pensando. Come faceva Pasquale a leggere nel pensiero poi..."Va buo' " risposi "dite pure al Cavaliere che questa sera verso le otto sarò da lui. "Grazie, Don Gennà, buona giornata " fu l'ossequioso saluto. Da quando i miei due figli si erano sposati io e mia moglie Rosa vivevamo soli nel vero senso della parola. Amici ne avevamo pochissimi perchè nemici entrambi degli inevitabili pettegolezzi cercavamo di tenerli alla larga, la maggior parte dei parenti si era trasferita in altre zone della città e l'unico contatto rimasto era telefonico una volta ogni tanto. Per tutta la giornata non feci altro che pensare all'appuntamento del cavaliere, era un uomo sulla settantina, pensionato di non ricordo quale ente, che insieme alla moglie spesso stava fuori Napoli per molti mesi ed i nostri rapporti erano limitati al semplice saluto. cosa mai poteva volere da me? " Certamente ti busserà a quattrini " mi disse Rosa a tavola mentre mi porgeva un ricco piatto di spaghetti alle vongole. " Li conosco i tipi come il cavaliere Raguso, non vedi i viaggi che fa ? Sicuramente avrà contratto dei debiti, questo succede quando uno fà il passo più lungo della gamba!" " Rosa, te voglio bbene, quanta confidenza, io si e no 'o saluto ' o Cavaliere." Cercai di stoppare la conversazione ma Rosa stava come si dice : " 'e genio " e mi dovetti sopportare tutta la storia della famiglia Raguso apprendendo così dei particolari a me del tutto sconosciuti (e che francamente fino al giorno prima non m'interessavano un fico): debiti, corna, sporcizia, avarizia...Nel frattempo ero sprofondato nella poltrona e non la sentii più abbandonandomi ad un sonno ristoratore. Mi svegliai intontito, certamente a causa di qualche bicchiere di vino bianco bevuto in più, con Rosa che sbraitava ricordandomi l'appuntamento. Alle venti in punto io e mia moglie ci presentammo a casa del Cav.Raguso. Sentimmo l'abbaiare del cane e poi venne ad aprirci il nostro vicino, in persona, con una vestaglia da camera di un colore imprecisato, tanto era sporca, confermando in pieno uno dei difetti che Rosa aveva riscontrato e riferito dopo pranzo. " Scusatemi Don Gennaro se vi ho disturbato, sembrava sincero, ma debbo chiedervi un favore che forse solo voi potete farmi ". Istintivamente misi la mano sulla tasca posteriore del pantalone dove alla destra avevo il portafogli e presentivo che purtroppo anche in questo probabilmente poteva avere ragione mia moglie. L'esordio è proprio buono, pensai, e nella mia mente gia' vedevo in una nuvoletta diversi biglietti da centomila che volavano. " Prego, accomodatevi " si premurò il Cavaliere, " mia moglie è a Milano da qualche giorno, scusate la confusione " poi rivolto al cane che abbaiava : " Tu, Sal, stai zitto ! " Quest'ultimo mogio mogio si accucciò nell'angolo del saloncino. Ci sedemmo sul divano, abbastanza unto, e dopo qualche minuto sorseggiavamo un caffè (appena un dito ed amarissimo ed ecco - pensai - la seconda conferma d'un altro difetto sottolienatomi da Rosa)il padrone di casa mi parlò del suo problema. " Vedete, Don Gennà, io tra qualche giorno dovrò trasferirmi a Milano in un alloggio molto più piccolo di questo, già modesto. Sapete è per stare vicino a mio figlio che lavora presso un'agenzia di credito Lombarda, noi solo a lui teniamo, se fosse stato per me (capii che fingeva)sarei rimasto a Napoli ma sapete le madri come sono, non ce la faceva più a stare lontano. "Ancora una volta, mentre parlava, pensavo ai miei soldi, e probabilmente anche per il caldo sentii il sudore scendere a gocce un po' dappertutto,evidentemente gli servivano per il viaggio. " Voi vi chiederete perché ho interpellato Don Gennaro con tante persone che ci sono nel condominio, " infatti pensai e sentivo il pericolo sempre più vicino, " io credo che il mio povero Sal non starebbe in migliori mani, voi avete i figli sposati, vivete soli e la povera bestia potrà farvi senz'altro una buona compagnia." Per poco non mi venne un colpo ! In un'altra occasione avrei urlato : " No ! " ma l'allontanarsi del pericolo-prestito mi fece fare buon viso a cattiva sorte. Questo era dunque il motivo dell'incontro, e quell'infame di Pasquale il custode lo sapeva, eccome, voleva sbarazzarsi del pastore tedesco che con la coda dell'occhio ci guardava steso a terra nell'angolo. Rosa mi toccò la mano accondiscendente ma io comunque cercai di prendere tempo : "carissimo Cavaliere, io non troverei nulla in contrario a prendere Sal, ho sempre amato gli animali e poi sinceramente abbiamo bisogno d'un po' di compagnia, ma credo che sarà difficile per il cane abituarsi a dei nuovi padroni. " Chisto pare nu ciuccio, tanto è grande, ad occhio e croce avrà un paio d'anni e per noi sarebbe come adottare un giovanetto di 13/14 anni. " Anch'io non sono convinto che si adatterà subito alla nuova condizione", disse il Cavaliere, ma purtroppo non potrò portarlo a Milano, se proprio non potete tenerlo voi datemi un consiglio, che dite lo porto al canile ? " Quella parola ghiacciò sia me che Rosa che all'unisono rispondemmo : "Va bene, Cavalie', siamo a vostra disposizione, prima della partenza portateci il cane, ci arrangeremo. Istintivamente guardai nel frattempo il cane che a sua volta alzò gli occhi su di me per poi squadrare dal basso in alto Rosa e poi il padrone. Chiacchierammo poi del più e del meno, delle striminzite pensioni, del carovita ed alla fine ci salutammo con una stretta di mano per l'intesa raggiunta. Passò qualche giorno, mi ero quasi dimenticato di quell'impegno preso, quando un pomeriggio, sul tardi, una bussata di porta e mi trovai il Cavaliere con le valigie e Sal davanti. " Don Gennà, ogni promessa è debito, come d'accordo vi lascio il cane, se sapeste quanto mi dispiace (mi accorsi che mentiva spudoratamente) speriamo che si abituerà nella vostra casa, del resto è un piano più sotto e la stessa verticale. Improvvisamente accadde l'imprevisto : Sal mi si avvicinò e cominciò a leccarmi la mano, si volse a guardare quello che era stato il suo padrone ed abbaiò un paio di volte, come se avesse voluto dirgli qualcosa, poi andò verso Rosa che lo sistemò nel soggiorno. Sono trascorsi da allora 6 anni, ormai Sal fa parte della nostra famiglia gli vogliamo bene, sicuri di essere ricambiati ed affrontiamo per lui il sacrificio di scendere almeno tre volte al giorno per fargli fare i bisogni. C'è solo un piccolo particolare: quando salgo le scale, prima di entrare in casa, debbo lasciarlo libero dal guinzaglio, sale l'altro piano si ferma davanti alla porta dove abitava il cavaliere e sfoga un piccolo bisogno corporale, ed ogni paio di giorni facciamo questioni col nuovo condomino, poi ritorna al terzo piano e corre verso la sua cuccia. Qualche volta mentre dorme ho osservato che singhiozza ma credo si tratti di cattiva digestione, anche i cani possono essere deboli di stomaco, o no ? ATTENZIONE! 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