Dal mese scorso Lorella De Bon scrittrice già (favorevolmente!) nota e sperimentata dai visitatori di www.patriziopacioni.it, collabora con Patrizio Pacioni nel progetto “Scrittori alla sbarra! - Gli interrogatori impossibili del commissario Cardona”. Il primo autore messo sotto torchio dal nuovo team è Chesterton, celebre papà di Padre Brown. Il lavoro sarà inserito nel prossimo numero del magazine Historica (http://www.historicaweb.com/) , già acquistabile in Rete anche in forma cartacea e presto distribuito anche in diverse librerie sparse sul territorio nazionale. Una piccola e folle deviazione L’addetto alle pulizie, un cubano butterato sulla cinquantina, sta facendo il solito giro. Gli stessi gesti di sempre. Da quando lo conosco non cambia mai sequenza. Così adesso posso seguirlo, dando forma precisa ai rumori … l’acqua che cade nel secchio, l’aggiunta di disinfettante, lo straccio inzuppato che inizia il suo sporco lavoro. Io sento tutto. E tutto resta impresso nella mia mente, catalogato a futura consultazione. Sto diventando un repertorio vivente di suoni e odori. Il resto è oscurità. Io sono cieco. Ho un sacchetto scuro in testa, chiuso al collo con uno spago bianco. Un altro spago mi stringe l’alluce sinistro. E un cartello mi identifica con il n° 25121968. Mi chiedo perché quel cubano sia venuto anche stasera, e ieri, e l’altro ieri. E’ da un mese che qui dentro non c’è nessuno! Sulla porta d’ingresso campeggia un cartello 60x60 con su scritto a caratteri cubitali “Chiuso per ferie fino al …”. La data non si vede più, se mai c’è stata, se mai qualcuno ha pensato di tornare a lavorare in questo posto che odora di cose vecchie e di decomposizione. E’ un posto che conosco molto bene. Ore e ore di “laboratorio” a osservare autopsie, a immaginare di farle. Poi, finalmente, il mio turno. Il bisturi stretto in mano. Le dita tremano. La lama affilata si avvicina piano alla carne pallida e tesa del ventre dell’ennesima cavia umana. Sotto, il pube ancora tiepido. clic clic … Le pulizie sono terminate. L’inserviente va a riporre il carrello nello stanzino a destra, in fondo al corridoio, dove mi rintanavo con Silvia a ripassare le lezioni di anatomia. I passi si allontanano, attutiti dalla distanza e dall’aria opprimente. Ora non li sento più. tic tac l’orologio a parete, quello dietro la scrivania di formica verde TIC TAC sembra una bomba a orologeria col timer sfasato tic tac oppure il mio muscolo cardiaco ha ripreso a battere? TIC TAC … Devo provare a muovermi. Devo impedirmi di cadere in un sonno profondo. Piego lentamente un ginocchio … stoom! Carne e ossa sbattono contro qualcosa di duro e freddo. E il movimento si ferma, paralizzato nella corsa verso la libertà. In pieno rigor mortis. Le mani cercano di misurare con cautela lo spazio intorno. Cautela o paura? Paura. Una semplice e trasparente paura. Come potrei non avere paura una volta raggiunta la consapevolezza di essere chiuso in una scatola di metallo? Mio dio! Che freddo fa qui dentro (ma dentro dove?). Neanche da bambino, quando lanciavo palle di neve a mani nude, ne ho mai sentito tanto. E’ un freddo simile a una lama che penetra la carne e arriva alle ossa, accarezzandole piano sino a farle addormentare. Ricordo che avevo un coltello. Di quelli piccoli, a serramanico. Lo portavo sempre con me per difesa personale e, caso mai, per uccidere qualche animale. Forse la lepre catturata con una trappola di papà ha provato la stessa sensazione che provo io adesso … una lama infilata nella carne. Una lama che raggiunge le ossa. E arriva al cervello. Sono stanco, ma non riesco a dormire. Ci sono degli insetti che continuano a ronzarmi attorno (o sono dentro di me?). Mi sento come dentro un dipinto di Buffalmacco. Tra un mese ho il penultimo esame prima della tesi, ma non ho qui con me il manuale di anatomia patologica. Potrei ripetere ciò che ho già studiato. Ma come faccio con tutti questi insetti? “Svegliati, Marco. E’ la terza volta che ti chiamo. Sbrigati o faremo tardi!” è la voce di mia madre quella che immagino di sentire. “Ho detto di svegliarti. Mi vuoi ascoltare o no?” ancora lei, sempre più affannata e irritante, sempre più arrabbiata. Sotto le mie palpebre si diffonde un chiarore. _______________________ Il buio si dilegua. La pelle del viso respira aria fresca, pulita, frizzante. Forse basterà aprire gli occhi per capire cosa sta succedendo … “Ciao mamma. Dove sono? Dove dobbiamo andare?” “Dove sei? Nella tua camera. Nel tuo letto. Dove dovresti essere? Hai soltanto mezz’ora per prepararti. Tra poco chiuderanno la cassa di tuo padre giù all’obitorio. Se vuoi vederlo per l’ultima volta devi sbrigarti.” Mio padre chiuso in una cassa? Mio padre morto? Mi alzo. Ho i muscoli indolenziti, come fossi stato chiuso in uno spazio ristretto. Sulla scrivania il quotidiano locale del giorno prima, aperto alla pagina della cronaca. Si terranno domani mattina alle 11 nella chiesa di Santa Maria Assunta i funerali di Giorgio Mastrangelo, il cacciatore deceduto dopo essere stato colpito per errore da un altro cacciatore nel Bosco delle Lepri. L’esecuzione dell’autopsia ha permesso alla famiglia di organizzare la cerimonia funebre. Le indagini dei carabinieri stanno proseguendo con l’aiuto della guardia forestale. L’unico indagato, su richiesta del pubblico ministero, è sottoposto al regime di custodia cautelare in carcere (art.285 c.p.p.), in quanto il magistrato incaricato del caso lo ha ritenuto un concreto pericolo per la famiglia del defunto. Due anni fa il banchiere Matteo Violanti era stato accusato da Mastrangelo, noto giornalista della Gazzetta Padana, di avere riciclato denaro sporco per conto della malavita locale. (M.M.) La discesa nel baratro della follia non è altro che una piccola deviazione dal nostro vivere quotidiano, un piccolo sogno capitato per caso in una notte qualsiasi. ATTENZIONE! Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore. L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti di questo sito e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne a http://www.patriziopacioni.it . L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.