Barbara Gozzi (nata a Modena e abitante in provincia di Bologna) non ha ancora trent’anni, ma possiede già un curriculum di tutto rispetto. Dopo Progetto Butterfly (Editing Edizioni, novembre’06) ha pubblicato La casa della nonna (Nicola Pesce Editore, aprile’07). Qualche mese dopo un’esperienza anche con l’e-book, attraverso Spicchi (romanzo breve inedito) realizzato dalle edizioni Kult Virtual Press. Ha scritto anche numerosi racconti, alcuni dei quali inseriti in raccolte cartacee (tre nell’antologia Scrivi con lo Scrittore curata da Ettore Bianciardi -Giraldi Editore- e la novella Click Jeans pubblicata su Concepts Moda -Edizioni Arpanet) altri diffusi in Rete (anche su www.patriziopacioni.it di cui Barbara è amica affezionata. Prevista a breve l’attesa uscita del seguito di Progetto Butterfly. Collabora con il progetto The Sleepers e cura la rubrica Contorsioni presso il blog Caffè Storico Letterario e l’ e-magazine Historica di F.Giubilei. Sul suo blog (www.progettobutterfly.splinder.com) è possibile rintracciare testi, esperimenti, segnalazioni e composizioni scomposte. E- mail:gozzib@tiscali.it. Gocciola Ha gli occhi opachi. Immobile sul water, con le gambe ben piantate davanti a se, fissa l'oblò della lavatrice. Ma non lo vede. E'un tondo trasparente che nasconde il grigio del cesto. Quello che ruota come un pazzo portandosi dietro vestiti sporchi, schiuma e acqua calda. Lo fissa. Ha le braccia appoggiate sulle cosce, i palmi rivolti verso l'alto, come in attesa di qualcosa da stringere. Ma è solo un'illusione. Una delle tante. Le ciglia si abbassano, appena un pò. La luce è fastidiosa. Urla troppo e lei non vuole distrazioni. Potrebbe alzarsi e abbassare le persiane. Si, potrebbe. Ma le gambe restano lì, piegate. Il sedere incollato al coperchio del water. Con le ciglia semi chiuse intravede la parte bassa dell'oblò e le sue mani. La destra è aperta. In attesa. Trepidante. La sinistra stringe la piccola lametta con tenerezza. Respiro lento. Cadenzato. Il corpo è abbandonato a se stesso. Piegato a fisarmonica ma naturale. A suo agio. Non potrebbe essere più perfetto. Il primo taglio è un tradimento. Piccolo, però, perché previsto. Anzi programmato. Le gocce di sangue colorano il pavimento freddo. La lama si sposta e prosegue la sua corsa lenta ma precisa. Su e giù. Giù e su. Ma piano. Non bisogna fare rumore. Il piacere va gustato in silenzio. In solitudine. Nessuno può capire, ne vuole farlo. Lei invece sa. E non si ferma. Lo svuotamento arriva come un'onda anomala. Prepotente. Le palpebre si chiudono completamente. Il buio è delicato. La culla verso la pace. Adesso va decisamente meglio. Le urla sono sparite, inghiottite dal rosso che gocciola. Sono più forti i tagli, che pulsano feroci e spurgano tutto il male. Quel pus melmoso che ha dentro. Che non la lascia neanche per un momento. A parte quando gocciola. ATTENZIONE! Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore. L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti di questo sito e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne a http://www.patriziopacioni.it . L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.