Letizia Cherubino: di giorno commessa, di notte scrittrice. Ha esordito nel 2005 con Aquattromani, scritto con il regista e attore romano Jonny Triviani. Nel 2006 Villaggio Vacanze, un manuale scanzonato per ospiti e animatori di villaggi turistici, con Antonio Arcidiacono. E Verso Te, splendido romanzo di formazione. Nel 2009 ha pubblicato, assieme a Andrea Vetralla, Ti Amo Davvero. Mi insegni a fare l’amore? Guardo fuori dalla finestra. Lo faccio rimanendo sdraiata a letto. Alzando leggermente il busto per vedere meglio il rosso del sole che sta salutando la fine di questa morbida giornata di Autunno. Morbido è anche il letto, che porta i segni di Noi, e morbida mi sento anch’io. Tu sei in bagno che stai facendo la doccia ed io ne approfitto per guardarmi intorno. Intorno e dentro. Intorno vedo un letto un po’ disfatto, i miei vestiti in giro e mille particolari che raccontano di un pomeriggio trascorso tra chiacchiere e… E… E? Si può scrivere? Sì, si può. Abbiamo fatto l’amore. Fare l’amore… Mmmmmm… Chissà esattamente cosa vuole dire. Cioè… sì… ok… la dinamica è chiara a tutti ma… In questo pomeriggio di autunno, con lo scrosciare della doccia che ti sta accarezzando (a un passo da me), mi sembra di pensarci per la prima volta… a questa storia dell’amore. Dell’amore che si fa. In un letto. O ovunque. Questo strano incontro di corpi che ha un senso diverso per ognuno e che per molti il senso profondo l’ha perso per strada, nel tempo… Forse anch’io ho le idee poco chiare, ora. Eppure poco fa… Eppure… Cavoli… Da quanti anni è che faccio l’amore? Dieci anni? Quindici? Oddio… Strano calcolo quello degli anni dell’amore. Quante volte l’avrò fatto e, soprattutto, ho davvero imparato a fare l’amore? Perché – cavolo! – sarà pure una cosa che si impara… Sì, insomma… Gli anni che passano serviranno a qualcosa, le esperienze anche o… Mmmmmmmm… Idee confuse. Voglia di confronto. Voglia della tua testa che pensa con me. Mi alzo pigramente e mi copro con la prima cosa che trovo vicino a me (la tua maglietta). Ti raggiungo in bagno ed entro in silenzio approfittando della porta che tieni sempre aperta perchè non ti piace il pensiero di un qualcosa che – in qualche modo – ci divida. Prima di parlare e rivelarti la mia presenza, mi siedo a terra, sul tappeto. Appoggiando le spalle alla parete e con le gambe incrociate. E’ la mia posizione preferita. Quella che prediligo nel parlare. Il preludio, per me, ad ogni conversazione di senso. Tu sei di spalle. Hai gli occhi chiusi. Insomma… ti stai godendo la doccia. Io ti guardo per un po’ poi, alzando la voce per farmi sentire, domando: “M’insegni a fare l’Amore?”. Tu… Non fai una piega. Cioè… è come se non avessi sentito. Acqua che scivola sulla pelle, occhi chiusi, tepore e calore in gocce… Nemmeno un muscolo che si muove a dimostrare la consapevolezza della mia presenza. Eppure io so che hai sentito. Così come so che, anche senza voltarti, mi hai visto entrare e sai esattamente dove sono seduta. Infatti chiudi l’acqua, prendi l’asciugamano e – mentre cominci ad asciugarti – esci dalla doccia e… Mi guardi. Con un mezzo punto di domanda dipinto sul volto. Io… Io ripeto: “Mi insegni a fare l’Amore con Te?”. E prima ancora di una qualsiasi risposta, mi alzo, mi avvicino a te e – prendendoti per un braccio – ti porto con me in stanza facendoti sedere sul letto. Al mio fianco. Tu ti fai trascinare curioso e perplesso. Mi piace stare seduti qui, sul letto che poco fa ci ha visto fare l’amore. E’ il posto migliore per condividere i pensieri che mi attraversano. Tu mi sorridi e con tono divertito e provocatorio domandi: “Hai ancora voglia di fare l’Amore?”. No. Non ho voglia. Penso. “No. Non ho voglia”. Rispondo. E aggiungo subito: “Non ho voglia di fare l’amore con Te. Ho voglia di fare l’Amore con Te PER LA PRIMA VOLTA. E se di RI-fare si tratta è proprio un RI-FARE dalle fondamenta, un ripartire da capo… insomma… Un ricominciare dalle origini. Da quando non sapevamo fare l’Amore. C’è stato un tempo così, giusto? Ci sarà stato anche, per te, un PRIMA… a tutto questo?!…” “…”. “Torniamo lì. Voglio tornare lì… con Te…”. “…”. “Voglio imparare con Te. Voglio che proviamo a capire insieme se tutto quello che abbiamo fatto, vissuto fino ad ora è davvero… fare l’Amore…”. “Ma…” provi a interrompermi. “No. Aspetta. Fammi finire. Voglio che tu capisca. Non è una questione di principio o di sentimento o di anima. Cioè… Non è solo questo. E’ anche una questione di corpi, meccanica, tecnica… Sì… Tutte quelle cose che crediamo di aver perfezionato nel tempo o che semplicemente ci piace fare o pensiamo che piaccia. Tutto questo è il risultato di quello che abbiamo fatto e condiviso nel tempo. Con altre persone. Ad ogni età. In ogni tempo o luogo o letto… Tabula rasa. Vorrei semplicemente cancellare tutto”. “Posso almeno sapere perché? C’è qualcosa che non va nel nostro fare l’Amore?!”. “No. Assolutamente. Semplicemente è talmente bella la verità del nostro rapporto, è talmente forte il desiderio che mi fai nascere di… cambiarmi, cambiare, vivere davvero insieme ogni cosa che… Mi piace il pensiero di andare, insieme a te, in fondo all’amore. In fondo a FARE l’Amore…“. “…”. “Nessuno ci insegna a fare l’amore. Lo impariamo da soli. Ce lo insegna il corpo. Ci guida un po’ l’istinto, un po’ il desiderio, un po’ la pelle… Partiamo da lì? Voglio ripartire da lì”. “Partiamo sempre da lì… “. Commenti tu… Sorridendo. Sorridi. Che bello! Già questo è bellissimo. Sì… dai.. è quasi mezz’ora che condivido con te follie di parole e tu mi guardi e… sorridi. Ma più che tutto… MI ASCOLTI. E’ meraviglioso averti trovato e poterti dire tutto questo e… “Cosa pensavi fosse “fare l’Amore” prima che accadesse davvero?” ti domando. “E’ passato così tanto tempo…”. “Raccontami”. Raccontami. Parlami di te. Parlami del tuo corpo da ragazzo. Parlami come se fossi ancora “quel” ragazzo. Dimenticati i letti, le donne, il tuo corpo di uomo, i tuoi desideri da adulto. Cancella i sapori, i gesti ormai spontanei, le pulsioni di un corpo ormai abituato all’amore e di una testa piena di immagini e pensieri legati al vissuto dell’amore. Fallo tu e lo faccio io. Raccontiamoci di noi. Lo facciamo sempre. E’ la nostra forza. E’ il nostro esserci ed essere qui… E’ bello, sai?! E’ bello che tu mi racconti di te, di quello che eri, di quando il corpo di una donna era solo un pensiero senza forma e consistenza. Sono certa che possiamo tornare lì. Tornare indietro e ricominciare da capo. Non è solo questione di combinazioni uniche, è proprio la voglia di trovare qualcuno con cui poter ridisegnare il proprio mondo. In tutto. Anche nel fare l’Amore. Ascolto i tuoi ricordi e provo il piacere e la sensazione di un nuovo gioco da condividere. Provo il desiderio di andare in fondo alle cose. Provo soprattutto il desiderio di andare in Fondo a Te, a Me, a Noi. Dai… insegnami a fare l’Amore. Impariamo Insieme. ATTENZIONE! Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore. L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti di questo sito e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne a http://www.patriziopacioni.it . L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.