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il
mondo visto e interpretato dalle donne
Torna
ristrutturato e potenziato l'inserto tutto al femminile
di
www.patriziopacioni.it In questo numero:
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L'italo - olandese Paola Cassone, con l'arguta
capacità di analisi che le è propria, ci rivela che
l'orgasmo … non esiste! Ma sarà poi vero?
CONTINUA...
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di
Paola Cassone
Laura fuma a catena di montaggio: una sigaretta dietro l'altra,
un pacchetto in tre ore di cena e chiacchiere, non voglio
nemmeno immaginare quanti nel corso di una giornata media.
Beve molto, si ubriaca ogni volta che usciamo insieme, ogni
tanto la sua ubriachezza diventa molesta, bisogna urlarle
di smetterla o ti tira scema. Quando era depressa per via
che Antonio la cagava poco era arrivata a farsi dei cocktail
di nicotina, erba, lexotan e alcolici come non ne vedevo
dai bei tempi delle tribù: inutile cercare di farla ragionare,
inutile cercare di arginare la sua furia autodistruttiva.
Poi, fortunatamente, è arrivato Marco e la sua isteria è
scesa a livelli socialmente accettabili. Just about. Basta
pochissimo per farla tornare fuori, una telefonata di Antonio,
tipicamente. Ma almeno il lexotan è uscito dal gioco. E'
stato sostituito dal cibo: adesso Laura ha ricominciato
a mangiare. Troppo, disordinatamente, roba intossicante:
salumi, pizzette, patatine, schifezze da aperitivo, giusto
per assorbire l'alcol, dice lei. Fa parte del club di quelle
che si raccontano un sacco di balle: insoddisfatte croniche,
autostima sottozero, sensi di inadeguatezza tendenti ad
infinito. Vivono di surrogati, di talismani, di formule
magiche che negano la realtà: tutto quello che sentono di
non essere non esiste per definizione. Il salame fa ingrassare?
Macchè, basta non mangiarlo con il pane. L'alcol e le sigarette
fanno invecchiare precocemente? Tutte balle dei nevrotici
salutisti come me che chiamerebbero droga perfino il crodino.
Quando Laura è in buona si riesce a discutere di sesso,
altrimenti questo è un'altra di quelle realtà che non esistono.
L'orgasmo non esiste, il sesso non è un piacere, vuoi mettere
il corteggiamento, la seduzione, il mezzo sguardo che ti
fa vibrare tutta? Perché rovinare tutto con un fetido contatto
fisico, un'intrusione nella parte più bassa del sé, quel
corpo così invadente, così scomodo, così brutto da doverlo
combattere a colpi di narcotici e intossicanti. Una sera
parliamo del punto G. Che naturalmente non esiste, è un'invenzione
dei soliti sessuologi americani da strapazzo. Laura insiste
per farsi spiegare esattamente dove secondo noi povere pazze
si troverebbe questo fantomatico punto G e per quali incredibili
alchimie si potrebbe risvegliare. A voce sempre più alta,
un martini dietro l'altro. Ci alterniamo in quattro, nei
limiti consentiti dalla gestualità da tavolo di ristorante,
mentre camerieri e avventori arrossiscono, tossicchiano
e traspirano sempre più palesemente. Un sondaggio alla fine
della serata avrebbe rivelato almeno tre eiaculazioni e
svariati stati preorgasmici di sesso misto, ma Laura imperturbata
e sempre più intossicata si arrocca nella sua negazione
sempre più violenta dell'evidenza. Non dubito che svariati
involontari ascoltatori dell'appassionata discussione avrebbero
desiderato dare una dimostrazione pratica della cosa sul
tavolo stesso, cosa che personalmente avrei trovato estremamente
eccitante nella sua sfrenata promiscuità, ma le convenzioni
(il ristorante è di quelli da clientela fedele e rispettabile)
e l'ostinazione di Laura avrebbero scoraggiato anche John
Holmes buonanima. Allo stremo delle forze Martina fa l'unica
domanda possibile: "Ma allora come è che con Antonio, che
per tua stessa ammissione solo una cosa in testa ha, vai
fuori di melone? Non ci vorrai fare credere che anche con
lui sei anorgasmica? Che cosa facevate per ore intere mentre
noialtre ti si aspettava invano per lo shopping?" Uno spiraglio
nella impenetrabilità emotiva di Laura ci rivela che sì,
effettivamente Antonio ha la capacità di risvegliare i morti.
I morti però, non gli inesistenti. Dettaglio sui morti prego,
incalza Martina inesorabile. Ammissione di Laura: sì, effettivamente
con Antonio si registrava una sensazione non del tutto spiacevole
in zona, niente di più. Niente di più? Cazzo, Laura, non
è che tu vieni senza saperlo? Che cosa ti aspetti che sia
un orgasmo? Roba da schiantare i vetri e assordare il quartiere?
Roba da sala rianimazione e respirazione artificiale? Cala
le aspettative, please. Segue spiegazione scientifica al
meglio delle nostre affaticate ed alcolizzate memorie di
manuali di educazione sessuale e varie enciclopedie mediche.
Laura la trova troppo tecnica, non capisce. Prigioniere
del gioco si procede con la check list da manuale - questo
sì - americano da strapazzo. Battito del cuore accelerato?
Celo. Sudorazione improvvisa? Celo. Capezzolo indurito?
Celo, celo. Arrossamento delle zone erogene? Manca. "Non
vale!" esplodo in preorgasmo a mia volta. "Figurati se una
in quei momenti sta a guardare la tonalità del colore delle
zone erogene! C'è altro a cui pensare." Mi danno l'obiezione
per valida e si continua. Respirazione accelerata, affanno,
senso di soffocamento? Celo. Senso di calore diffuso? Celo.
"Cazzo, Laura, ma è questo l'orgasmo!" urliamo in coro mentre
le rispettive mutandine si bagnano al pensiero subliminale
evocato. "Eh, no belle mie, questo viene anche dopo una
corsa di 10 minuti a velocità 8 sul runner!" "Ma va a cagare,
la prossima volta che Antonio ti dà buca fatti 10 minuti
a velocità 8 sul runner e poi ci dici se è la stessa cosa."
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