State navigando nella sezione NEWS del sito di Patrizio PacioniCliccate qui per tornare alle sezione  NEWS del sito di Patrizio Pacioni
Cliccate qui per tornare alle sezione  NEWS del sito di Patrizio PacioniRitorna all'HOME PAGEChi SonoCosa ScrivoCont@ttoI LinkLe F.a.q.

 

rimedi prêt-à-porter per nevrosi moderne o stagionate

(2 - febbraio 2007)

Per problemi di cuori e dolori di pancia scrivete senza indugio alcuno a patonsio@tiscali.it

 

Ma meno male che c’è il zio Patonsio che vi cura le magagne!

Quando penso che esistono certi fortunelli, i quali possono contare sull’aiuto e il conforto di chi si dà pensiero per loro, gli riaccomoda la variazione ritmica dei processi biochimici, enzimatici, fisiologici, elettrochimici, comportamentali e psicologici innanzitutto; quando considero il fatto che ci sono individui che beneficiano del riassestamento – ad opera altrui (che poi, altrui, alla fin fine, sono sempre io…) – dello stato ottimale di efficienza e di benessere; quando infine medito sulla condizione di taluni che si ritrovano riparato e aggiustato il destino che li accompagnerà nel corso della loro susseguente vita, allora mi dico: “Ah!”.

(Nel senso: ce l’avessi pure io un zio Patonsio magnificone!)

(Io vi invidio, pensa un po’..!)

(Cionondimeno…)

E va beh!

Senti, senti…

Questa volta mi scrive l’amico Paolo:

(complimenti variî…) …caro patonsio […] mi è successo un piccolo incidente, è che mentre mia moglie era uscita a fare la spesa sono distrattamente entrato nel bagno dove la nostra colf filippina stava facendo la doccia […] e la carne è debole, in particolare la mia […] la sfortuna è la sfortuna […] solo che poi mia moglie è rientrata senza che io sentissi lo scatto della serratura […] mi ha trovato con le mutande alle caviglie […] adesso mia moglie se ne è andata e mi ha fatto scrivere da suo cugino avvocato – così non paga neppure niente – che vuole la casa e gli alimenti che non so neanche che ci fa perché a me sembra alimentata abbastanza bene […] patonsio mio aiutami tu sennò sono rovinato […] (etc., etc.).

Caro amico Paolo, la quale ti ho capito io, io a te, ma che fai scherzi?

A parte il fattaccio che Patonsio si scrive col “P” maiuscolo, cionondimeno, che fai, coglioneggi?

Non ti devi disperare mica, non ti devi: chi c’è qui? eh? Chi c’è? Ma c’è il zio Patonsio, c’è, fortunello, tu, e tutti gli altri come te che avete la benedizione di essere assistiti da quel gran pezzo di filantropo che non sono altro.

Senti che fai, sdisonorato: (non ti preoccupare mai quando c’è il zio a un tiro di schioppo...) ora tu, ti metti comodo a casa tua, allontani per il momento quella giovane strascinata della filippesia, telefoni a tua moglie e gli piangi molto, molto al telefono.

Ma molto molto, capisci? Non ti sognare minimamente di separarti da tua moglie, perché, come dice il mio amico Professor Incremona Giuseppùlo (di professione professore, a Comiso e Vittoria, mi pare, datosi che gli hanno diviso le ore, e ora conosce pure tutte le bestemmie importate dalle numerose comunità arabe residenti in loco), oggi come oggi, separarsi è la cosa peggiore che possa capitare a uno che sta per separarsi!

Mai!

Mai al mondo!

Non ti fidare mai di separarti, perché poi, la tua signora, ti fa mangiare i gomiti!

Che sei pazzo?

Che sei?

Essa comincerà col farti prelevare direttamente i dindini dallo stipendio, se ne hai uno; poi non ti farà vedere mai (te lo puoi scordare, te lo puoi) i tuoi figlioli, poi troverà il modo di farti schifare pure dalla cammarèra (tranquillo, che ci riesce, tranquillo. O il professor Incremona Peppùlo conta solo minchiate? Non credo. Non lo crhedo mica...) e da tutte le popolazioni euro/americo/indo/asiatiche; infine ti rovinerà per il resto della vita.

(Della vita tua, ovviamente, non certo della sua).

(Quella fa la separata, ma no che è scema…).

Oggi c’è una fortissima specializzazione delle donne separate: esse nascono già con una grande preparazione e una maggiore esperienza, accumulata nel corso dei secoli dei secoli (et in saecula seculorum – lascia fare…).

Che ti hai messo in testa? Eh?

Esse, all’occorrenza, sanno cucinare. Sanno benissimo come si squarta un pollo, un abbacchio, una collega, figurati come si squarta un cristiano (…è il corredo base…)!

Ora stai bene attento! Ma benissimamente, mi raccomando!

Telefonaci a tua moglie e piangi moltissimo! Magari fatti mordere nelle carni dalla cammarèra filippesia (così ti viene un dolore bello, autentico, e di molto poetico!) e fai di tutto, ma proprio di tutto per non separarti mai!

D’ora in poi vivrai un vero schifo – ah, sì! – per tutta la vita, ma questo è pur sempre anche troppo bello, in confronto a quello che passeresti se dovessi separarti dalla belva!

Che sei pazzo, che ti separi?

Quando arriverai, nell’aldidopo, là, “all’inferno dei separati” (che non è, come potrebbe sembrare, un ristorante-dancing-sala da ballo, anzi!) ancora non avrai ancora finito di pagare mutui, alimenti e companatico.

Bisogna bene stare insieme per tutta la vita e schifarsi a vicenda, ma mai (e sottolineo ma), separarsi da una moglie.

Ti puoi separare dalle abitudini, del circolo degli amici (dove fate l’inutile calcetto), dai ricordi, da tutto, non mai dalla madre (naturale o artificiale poco importa: sempre pericolosissima è!) dei tuoi figli.

Distraiti figlio mio, stonati con l’x-box, drogati assai, buttati nella ricchionaggine, fatti  incaprettare come una salamella e ti fai rompere le coste nei circoli fetish, fai quello che vuoi, butta sangue dalla coda, parti: partire – è verho – è un po’ morire. Ma separarsi! È una morte così lenta, atroce, dispendiosa!

(Poi devi pure pagare per mantenerti le corna).

Meglio morti che separati! Che Dio ce ne scampi e liberi, ce ne!

Cionondimeno.

(Voilà).

Il zio Patonsio

(vendicatore degli umili, degli oppressi, e magari dei separati)



MOTORE DI RICERCA INTERNO AL SITO

Tramite questo semplice motore di ricerca interno, potrete reperire infomazioni in merito a vari argomenti trattati su questo sito.


powered by FreeFind


Vai alle altre NEWS


Iscrizione News Letter Mandate il Vostro Racconto
Torna SopraMappa del SitoDownload/Off-LineAggiungi ai 'Preferiti'
E-Mail: info@patriziopacioni.it