Topo
Fortunato va in gita
Topo Fortunato è un topolino di campagna
che abita in una cascina con la sua numerosa famiglia.
Come tutti i topini della sua età gioca a pallagruviera
con gli amici e va a scuola, ma a differenza degli
altri non gli piace andare in posti che non conosce.
Un giorno, in classe, la maestra Topina
Luigina dà una bellissima notizia: “Domani si fa una
gita in città: andiamo a vedere il museo topografico”.
Tutti gli alunni saltano di gioia, battono forte le
zampine e urlano a più non posso, ma Fortunato no,
non vuole proprio andare in città. Dopo un pomeriggio
di pianti e litigate, la mamma lo convince a partecipare
alla gita, promettendogli uno sformato di emmental
al suo ritorno. Così, alle sette del mattino seguente,
Fortunato si trova insieme ai compagni davanti alla
scuola, con il guscio di noce che gli fa da cartella
sulle spalle. Insieme a Luigina, ci sono anche alcune
mamme che li accompagnano: per andare in gita bisogna
fare molta attenzione! Quando arrivano gli ultimi
alunni, tutti salgono sul pulmino a forma di parmigiano,
giallo e rotondo, con la fetta davanti all’autista
di vetro trasparente. “Finalmente si parte!!”, gridano
i compagni di Fortunato. Ma Fortunato non è molto
contento.
Dopo la fermata al topo-grill per sgranocchiare grissini e formaggio,
arrivano in città: “Che grossa! che grigia! che macchine!”,
urlano i topini tutti eccitati. Luigina li porta a
vedere il museo e poi vanno a mangiare nel parco di
una villa in centro, che ha proprio un bel giardino,
con la fontana e tutto il resto. Lì i topini si rilassano,
giocano e corrono a perdifiato, fino a quando la maestra
non li chiama tutti a raccolta: “Si torna a casa!”,
dice.
Fortunato, però, si è allontanato correndo
dietro ad un polline e non sente il richiamo della
maestra. Quando finalmente torna nel punto in cui
avevano fatto il pic-nic si spaventa: non c’è più
nessuno! “Dove sono andati tutti?”, si chiede Fortunato
disperato. Ma nessuno gli risponde. Allora comincia
a piangere e piange, piange, piange, fino a quando
non si forma una grossa pozzanghera sotto i suoi piedini
e Fortunato scivola… non si sente molto fortunato,
in questo momento.
Intanto il cielo sta diventando scuro,
perché è già molto tardi, così Fortunato decide di
trovarsi un posticino per dormire. Come gli manca
la mamma! E poi ha molta fame e a casa aveva lo sformato
di emmenthal. Non doveva allontanarsi così tanto dalla
maestra e dai compagni, la prossima volta non lo dimenticherà
più. Fortunato va verso la villa, dove trova un buchino
in cui infilarsi. È così stanco e spaventato che si
addormenta subito, persino senza cena.
Intanto, la maestra e i compagni sono
arrivati alla scuola, dove ci sono i genitori ad aspettarli.
Gaia, la mamma di Fortunato, non vede l’ora di riabbracciarlo.
Vede scendere tutti i topini, stanchi ma felici. “E
Fortunato dov’è?”, chiede spaventata alla maestra.
“Non è sceso dal pulmino?”, risponde Luigina. “No,
no!”, si agita Gaia. Allora Luigina e Gaia salgono
per controllare, ma Fortunato proprio non c’è. Gaia
corre subito a casa, chiama suo marito Felice e gli
spiega il problema: “Fortunato è andato in gita, ma
si è perso in città! Dobbiamo andarlo a cercare!”,
così Felice, Gaia, Luigina e i loro amici partono
per cercarlo.
Il mattino dopo, Fortunato si sveglia con una gran fame: è dal
giorno prima che non mangia! Prova a sentire se ci
sono rumori ma sembra tutto tranquillo. Allora mette
la testina fuori dal buco per dare un’occhiata: si
trova proprio nella cucina, che fortuna! Siccome deve
fare colazione, cerca un buon pezzo di formaggio,
ma proprio non lo trova. Assaggia quindi una briciola
caduta dietro alla credenza: “Che buona”, pensa. Gira
ancora un po’ e vede una bottiglia enorme, con un
odorino che gli piace. Si arrampica e rosicchia un
po’, facendo a pezzetti l’etichetta dell’aceto. La
colla sotto l’etichetta è di suo gusto. Poi passando
butta per terra un boccettino con le spezie e si spaventa
moltissimo per il rumore. Sta fermo fermo per vedere
se qualcuno lo ha sentito, ma per fortuna in quella
casa non ci sono gatti. Passa quindi ad assaggiare
qualcos’altro: il suo pancino era molto vuoto! Sale
sul piano della cucina e trova una grossa ciotola
con alcuni frutti, così addenta una mela.

Ne mangia un pochetto, poi decide che per il momento è sazio, quindi
scende e trova un giornale: perché non assaggiare
anche quello? E lascia qualche brandello di giornale
sul pavimento.
Nel frattempo, i genitori di Fortunato, la maestra e gli amici
sono arrivati nel parco, l’ultimo posto dove Fortunato
è stato visto. Gaia è molto preoccupata: sarà riuscito
il suo piccolino a nascondersi da qualche parte per
passare la notte? Ma Fortunato sta benissimo: mangia
e si diverte, in quella grossa casa tutta vuota e
senza gatti. Gironzola un po’ per le stanze vuote:
assaggia un cuscino di velluto rosso, si tuffa sul
divano di pelle chiara, usa un chicco di mais trovato
chissà dove come monopattino e usa come palla un batuffolo
di polvere che stava sotto un armadio.
Alla fine gli viene un dubbio: se qualcuno lo andasse a cercare
lo troverebbe? In casa no di certo! Così decide di
andare nel parco, perché è lì che si è perso. Quando
arriva in giardino, vede sua mamma che lo cerca affannata.
Le corre incontro gridando forte: “Mamma, mamma, sono
qui!”. Quando sente la vocina di Fortunato, Gaia scoppia
a piangere sollevata e lo abbraccia fortissimo, poi
gli tira la codina e lo rimprovera: “Sei ancora piccolo,
non devi andare in giro da solo! Sei un topino davvero
fortunato, poteva mangiarti un gatto!”.
Fortunato promette di non farlo mai più e si sente davvero molto,
molto fortunato.
Fiabacadabra
presenta:

I
giochi di Piero
Un’idea di Elisa Versiglia e Mauro Gariglio


Memory
con Ciro e Piero:
In questa nuova sezione, Ciro e Piero ci propongono una versione
di “Memory”, un gioco di memoria.
Per giocare, dovete stampare questi disegni in due copie, colorarli,
appiccicarli su un cartoncino per farli diventare
più resistenti e ritagliarli.
Quindi, le carte vanno posizionate capovolte su un
tavolo e i giocatori devono girarle a due a due per
trovare le coppie uguali.
Vince chi ne trova di più.





Ciao, amici!
Ciro e Piero vi aspettano sul sito per il prossimo gioco!