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Ex Cathedra

(porte e finestre aperte sulla scuola - 4)


Antonietta Opallo che si è assunta l’onore e l’onere di inaugurare la nuova rubrica dedicata da www.patriziopacioni.it al complesso mondo della scuola e aperta all’intervento di tutti i suoi “attori” (professori, studenti, genitori), è nata e vive a Marigliano, a poca distanza da Napoli. Laureata in Lettere col massimo dei voti insegna nella locale scuola media Elia Aliperti. Sulla rivista mensile Il Risveglio di Marigliano ha già pubblicato diversi articoli incentrati su alcuni aspetti della realtà locale.


Professione docente

O capitano,mio capitano…”ripetevano gli studenti al loro meraviglioso professore,nel bellissimo film”L’attimo fuggente”la cui visione si consiglia a quanti operano nel mondo della scuola. E,a ben pensare,è proprio un capitano quello che il docente deve essere per la sua classe,una guida accettata e non imposta,un profeta carismatico,il maestro di vita prima che di conoscenze,che guiderà,come compagno di viaggio,i ragazzi lungo i meravigliosi sentieri del sapere.

Agli alunni,infatti,giudici supremi dell’operato di un insegnante,salta agli occhi un docente che ama insegnare perché sa trasmettere il piacere di imparare,sa comunicare energia,entusiasmo,voglia di scoprire e di conoscere .Mai imporre ai discenti il sapere come un obbligo,serve a poco,ma emozionarli e stupirli con la magia della parola e il fascino della cultura facendo loro intravedere che l’arricchimento culturale è un mezzo di riscatto,è quella forza interiore che fa sentire liberi,è lo strumento che fa pensare con la propria mente senza subire condizionamento alcuno,in definitiva è quel percepire non comune che fa volare alto sulle mediocrità della vita.

Attenzione,dunque,al grande compito e ruolo sociale che si è chiamati a svolgere. Non a caso, di fronte ad un ragazzo difficile e deviato,che non si è inserito nella società civile,viene chiamata in causa anche la scuola per interrogarla su cosa ha fatto o non ha fatto, su cosa non ha funzionato nel percorso di crescita del ragazzo. Il docente scrupoloso,con una spiccata etica professionale, di fronte a simili insuccessi,si sottopone ad una severa autocritica,contrariamente ad un docente annoiato che trasmette sapere arido e sterile, che non si prende cura della crescita emotiva dei suoi alunni.

Quest ‘ultimo creerà ragazzi spenti, disinteressati e apatici , trasformando la scuola in un erogatore di pesanti dosi di demotivazione. E, invece, la scuola è tutt’altro,. È palestra di formazione per le future generazioni, è il tempio della trasmissione dei grandi valori e dei  nobili ideali, è l’alta istituzione alla quale lo Stato , non a caso, ha  affidato un grande

compito, quale l’elevazione culturale dei suoi cittadini.. Quanto  incide, quindi, la scuola sulla formazione della personalità è indiscutibile!

Chi di noi non porta vivi nel cuore e nella memoria i  cari ricordi di scuola tra i cui banchi abbiamo imparato a vivere, a sopravvivere, a farci spazio, a confrontarci, a sentirci complici , e quanto bruciano ancora quegli aspri rimproveri e quegli sguardi di disprezzo di qualche docente poco educatore che ci rivolgeva di fronte ad una intera classe   che  sghignazzava feroce alle nostre spalle.

Quanto amari erano quei bocconi da mandar giù!

E quanto abbiamo detestato quei docenti nelle vesti di freddi giudici che,impassibili,ci assolvevano o ci condannavano con spietatezza .Non facciamo gli stessi errori!

Insegniamo con autorevolezza, ma col cuore e prendiamoci cura anche del cuore dei nostri ragazzi e, quando parlo di cuore,intendo ciò che nell’età evolutiva dischiude alla vita, quella forza prorompente che dà agli adolescenti il coraggio di proseguire l’impresa .Il sapere trasmesso a scuola non deve comprimere questa forza, ma la deve incanalare perché la posta in gioco è alta,c’è la formazione del futuro cittadino.

Non dimentichiamo,infine, che i genitori ci affidano i loro figli, ci delegano alla loro educazione e alla loro elevazione culturale.

E questo, oserei dire, non è poco!!



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