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S P E C I A
L E :
Dicono…
di lui
giugno 2007

Ampio spazio nell’edizione del 31 maggio del Giornale
di Brescia alla splendida “Mattinata in giallo-noir”
che si è tenuta il 25 maggio nell’ aula magna dell’Istituto
professionale di Stato per i Servizi Commerciali e Sociali
Piero Sraffa. L’evento non è altro che una riebalorazione
in chiave giovanile delle itineranti e ormai conosciutissime
“Serate in giallo-noir” ideate e create da Patrizio
Pacioni, alle quali hanno partecipato -in diverse edizioni-
scrittori -già affermati e/o emergenti- quali Paolo Roversi,
Mirella Floris, Elena Vesnaver, Simone Fanni, Enrico Luceri,
Domenico Geluardi etc.). Una novità molto apprezzata
dal giovanissimo (e attentissimo) pubblico è stata la lettura
di un avvicente estratto dei “Delitti della via Morgue”,
immortale classico del grande Edgar Allan Poe, effettuata
con grande passione e abilità recitativa dalla professoressa-scrittrice-attrice
Bruna Gigliotti. Altro momento “forte” della manifestazione
bresciana la lettura e la premiazione del lavoro di un gruppo
di studenti che (ispirandosi palesemente agli interrogatori
impossibili del commissario Cardona, hanno
creato un’intervista allo scrittore britannico Ian Fleming
e alla sua mitica creatura, James Bond 007.
Mariella Gori
www.patriziopacioni.it
maggio/giugno 2007

Brescia, 25 maggio
2007, Istituto professionale
di Stato per i Servizi Commerciali e Sociali Piero
Sraffa:
nella foto di sinistra due giovani allieve impegnate
nella veste di “conduttrici” introducono la splendida mattinata
di cultura e spettacolo. In quella di destra è la
professoressa-poetessa-attrice Bruna Gigliotti
(che insieme al professor Vincenzo Barbarotto
ha condotto all’interno della scuola un seminario
sul giallo e sulla scrittura creativa) presenta
al folto pubblico di studenti Patrizio Pacioni e Mirella
Floris.
Brescia, 25 maggio 2007: uno dei momenti
più significativi di questa originale e indimenticabile
“Mattinata in giallo-noir”. Accanto a Mirella Floris,
Roberta Storniolo (una delle componenti della squadra
vincitrice del concorso interno di scrittura creativa) legge
a Patrizio Pacioni e al pubblico che affolla l’Aula Magna
della scuola Piero Sraffa il testo elaborato in oltre
tre mesi di intenso lavoro: “Missione impossibile
- intervista a Ian Flaming”, il cui
testo potrete leggere nelle pagine di www.patriziopacioni.it.
Applauditissima la disinvolta “performance” della simpatica
e graziosa studentessa bresciana.

Brescia, 25 maggio
2007: altre due istantanee
che rendono l’idea della grande partecipazione di pubblico
alla “Mattinata in giallo-noir” ideata e condotta
da Patrizio Pacioni. Naturale seguito e adattamento
ai più giovani delle “Serate in giallo-noir”
rappresentate con costante successo in più parti d’Italia.

Brescia, 25 maggio
2007: i momenti conclusivi
della “Mattinata in giallo-noir”,
la cui organizzazione si è resa possibile grazie
all’entusiasmo dei già citati professori Gigliotti
e Barbarotto
e dalla disponibilità del dirigente scolastico Ester
Di Vieto.
Nella foto in alto l’omaggio a Patrizio Pacioni e Mirella
Floris,
in quella sotto Patrizio al centro della squadra
vincitrice del concorso interno:
da sinistra a destra Federica Rizzi,
Roberta Storniolo, Giulia Rossi e Gerald Barima
Twum.
Brescia, 25 maggio 2007: inevitabile,
come sempre, al termine della “Mattinata in giallo-noir”
la cerimonia degli autografi. Siamo certi che d’ora in poi
gli studenti della Piero Sraffa seguiranno con grande
attenzione le vicende del commissario Cardona…
Ma
adesso veniamo allo splendido lavoro degli studenti dell’
Istituto Professionale di Stato per i servizi Commerciali
e Sociali Piero Sraffa di Brescia (sede di Via Comboni
6 - Tel. 03041253-47572-3757796 Fax: 030/292047)
“Missione
impossibile”:
intervista a Ian Flaming
Luca e Marina siedono su due
comode sdraio ai bordi della piscina. L’acqua azzurra è
ferma e dà un senso di sicurezza e di pace. Intorno si sente
il vociare degli invitati al party della contessa Anne Geraldine
Rothermere che ogni tanto appare, girando tra i crocchi
di gente sparse per il prato e facendo gli onori di casa
come si conviene ad una signora del suo rango. Oltre ad
essere una donna molto conosciuta nel jet-society londinese,
è la moglie invidiata di Ian Flaming, il creatore del famoso
agente 007, James Bond.
Improvvisamente i lampioni che
illuminano la piscina cominciano a emettere una luce livida
e intermittente. Una musica che rimanda ai film polizieschi
che vedono come protagonista il famoso agente segreto, quali
“007 Operazione Tuono” piuttosto che “007 Missione Goldfinger”,
ferisce l’aria in un modo violento, causando dapprima disagio
e poi stupore negli invitati che cominciano a guardarsi
intorno nell’attesa di qualche evento inaspettato.
La contessa, fasciata nel suo
abito di chiffon azzurro, rimane immobile e guarda con una
certa indifferente attesa l’acqua della piscina che inizia
a muoversi dapprima impercettibilmente e poi creando increspature
sempre più evidenti sulla superficie.
Improvvisamente la musica si
fa più incalzante e le luci quasi si spengono.
Dall’acqua della piscina emerge
una sagoma maschile che appartiene ad un uomo alto e longilineo,
anche se un po’ appesantito dagli anni. Quando però si toglie
la maschera, mostra occhi profondi e pieni di curiosità
che gira tutt’intorno con una malcelata soddisfazione alla
vista di tanta bella gente radunata intorno alla piscina
e lì proprio per lui.
M: “Ma non è James Bond?”
L: “No. Non ti sembra un po’
troppo anziano, per essere lui? Stupida, è Ian Flaming!”
Lo scrittore che ormai ha indossato
abiti da cerimonia, elegante e sicuro di sé, attira gli
sguardi di tutti. Ora siede ad un tavolo sorseggiando tranquillamente
un drink. Luca e Marina pensano che finalmente sia giunta
la loro occasione e, un po’ emozionati si avvicinano al
tavolo, accompagnati dalla contessa che li presenta come
giornalisti in erba, mandati lì dalla sua cara amica Ester
Di Vieto, preside della loro scuola. Subito al tavolo vengono
aggiunte due sedie e un sorriso benevolo appare sul viso
di Ian.
L: “Salve…noi siamo Luca e Marina…ci manda la preside della nostra scuola
per intervistarla.”
I: “Ah…sì…mi hanno avvisato! Prego, ragazzi, accomodatevi pure.”
M: “Qual è il suo nome di battesimo?”
I: “Il mio nome è Bond, James Bond… Ma no, scherzo! È Ian Lancester Flaming,
ma al secolo mi conoscono solo come Ian Flaming, perché
Lancester non mi è mai piaciuto, solo poche persone conoscono
il mio secondo nome.”
L: “Dove e quando è nato?”
I: “Cos’è tutta questa formalità? Vi autorizzo a darmi del tu. Comunque,
rispondendo alla domanda, sono nato a Londra il 28 maggio
1908.”
M: “Bene, parliamo della tua vita lavorativa: lavori svolti?”
I: “Oltre al lavoro di scrittore sono anche un agente segreto britannico,
ma mi raccomando, è un segreto…shhh…!”
M: “Tu sei il creatore di quello che è senza dubbio il più famoso agente
segreto della storia: James Bond del quale io sono pazzamente
innamorata! Che ci racconti di lui?”
I: “Ti ringrazio del complimento, comunque per creare il personaggio ho
preso spunto dalle avventure e situazioni capitatemi durante
il corso della mia vita.”
E proprio in quel momento Marina vede arrivare Sean Connery.
M: “O mio Dio! Ma è Bond…James
Bond! Cioè Sean Connery… Non capisco più niente, Luca parla tu,
per favore: io sono troppo emozionata!”
S: “Buongiorno a tutti! Vedo che siete impegnati in un’intervista.”
L: “Salve, ci farebbe molto piacere che lei si unisse a noi.”
S: “Con molto piacere.”
M: “Sarà un vero onore per noi farle qualche domanda. Le è piaciuto girare
le scene del film 007 affiancato da bellissime donne famose,
una fra tutte Ursula Undress?”
S: “Bè, devo confessare che è stato molto piacevole.”
M: “Dai film che ha girato molti lo considerano uno sciupa femmine…è così
anche nella realtà o è sola pura fantasia del regista?”
S: “Arrivare al punto di essere chiamato sciupa femmine, questo no! Ma
nella vita le donne non mi sono mancate e non mi mancano
tuttora.”
L: “Ehi! Marina, calmati! Stai correndo un po’ troppo, cerchiamo di non
lasciare in disparte il povero Ian!”
M: “Hai ragione, è l’emozione!”
L: “Ok, Ian. Facciamo un bel tuffo nel passato: come hai vissuto l’infanzia?”
I: “Fino a poco tempo fa non parlavo molto spesso della mia infanzia,
ma da pochi anni ho deciso di superare quello che prima
vedevo come un insormontabile scoglio: a soli nove anni
ho perso mio padre a causa della guerra, e questo fatto
mi ha sconvolto la vita perché vedevo mio padre come modello
da imitare, che con il tempo è stato sostituito da mio fratello
maggiore. Vi chiedo la cortesia di passare ad altro.”
M: “Certamente, non è nostra intenzione farti rivivere ciò che tu hai
cercato di dimenticare… Dunque dove hai studiato?”
I: “Ho frequentato il college di Eton, ma ho preferito abbandonare gli
studi, o meglio, sono quasi stato costretto a causa di un
incidente con una ragazza. Per volere di mia madre mi sono
iscritto all’accademia militare dove rimasi per poco tempo,
perché sono una persona indipendente e l’accademia non faceva
per me…poi andai in Austria dove mi appassionai allo sci
e all’alpinismo. Dopo diversi corsi di studi intrapresi
e mai finiti e dopo la morte di mio nonno, mi recai in Unione
Sovietica dove ebbe inizio la mia carriera di spia.”
S: “Che vita ricca di esperienze! Io ho solo la terza media… Oh, ovviamente
scherzo…ah!ah!ah!”
Tutti ridono e Marina, approfittando dell’occasione, dice a Luca:
M: “Oltre a essere affascinante è anche simpatico: è proprio il mio uomo
ideale.”
L: “Per concludere: tra tutti i romanzi che hai scritto, quali sono stati
quelli che ti sono maggiormente piaciuti?”
I: “Beh, devo dire che non ce n’è uno che prevale sugli altri, tutti i
miei lavori rappresentano uno stralcio della mia vita. Anche
se devo affermare che quelli che hanno avuto maggior successo
sono stati Operazione Tuono e Dottor No.
M: “L’intervista è finita, grazie per averci regalato un po’ del vostro
tempo, mi sono trovata molto bene.”
L: “Concordo.”
I: “E’ stato un piacere fare questa intervista con voi, ragazzi: spero
che la vostra preside sia fiera del vostro lavoro.”
E così mentre i due ragazzi
se ne vanno contenti dell’esperienza appena conclusa, sul
tavolino dei due intervistati, sotto il bicchiere di Sean
Connery, c’è un foglietto con il numero di telefono di Marina…
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