Carissimi amici,
ecco dunque che in un batter d’occhio siamo già arrivati
al secondo dei nostri appuntamenti con la lettura
(A proposito: chi ha allargato la clessidra? Il tempo
passa così in fretta….)e devo dire che comincio a trovarmi comoda nella poltrona
che il bravissimo Narciso Martinelli ha voluto lasciare
proprio a me.
Di una cosa potete stare certi: curerò “Lo Scaffale”
con passione, arricchendolo ogni volta e stando bene
attenta che non ci si depositi mai troppa polvere.
Intanto, in questo numero, ho il piacere di ospitare
nientedimenoche Patrizio Pacioni che si è voluto
cimentare (confermando le sue già note non comuni capacità
di lettura critico-valutativa, di chiarezza, essenzialità
e sinteticità comunicativa) nella recensione di “Una
storia ai delfini” di Maria Giovanna Luini,
edito dalla casa editrice Creativa, nella Collana Declinato
al femminile diretta da Francesca Mazzucato.
Per quanto mi riguarda l’opera che ho scelto in questa
occasione è un bel lavoro di Andrea Moneti (Il
mercante di eresie - Editrice Stampa Alternativa)
che ci immerge nel periodo forse più oscuro del Medioevo.
Simonetta
De Bartolo
Titolo
Libro: Una storia ai delfini
Nome
Autore: MariaGiovanna Luini
Casa
Editrice: Edizioni Creative
Anno
Edizione: 2007
Codice
ISBN: 978-88-89841-24-2
Pagine:
102
Prezzo:
Euro 10, 00
Lucia è un affermato chirurgo.
È una scrittrice famosa.
È una donna che, come l’Araba Fenice, è morta e rinata
più volte, riuscendo a risorgere dalle proprie ceneri.
È una donna che parla (e come!) coi suoi silenzi.
Con la sua scrittura.
In un commovente diario dell’anima, denso di colpi
di scena come una storia d’avventura, ci appassioniamo
alle drammatiche vicende di vita di una protagonista
che, dopo avere dolorosamente esplorato il baratro della
propria dissoluzione personale, di un annullamento anche
carnale, riesce alla fine a ritrovarsi.
Salvezza voluta, ma non anelata: Lucia non arriva,
banalmente, all’affermazione di sé attraverso l’amore
di qualcuno, ma segue il percorso inverso, scoprendo
cioè differenti e importanti epifanie d’amore solo dopo
l’affermazione di sé.
Da donna che si lascia scorrere addosso la vita, si
trasforma in donna consapevole e domina del proprio
destino che, come un antico alchimista, riesce a trasformare
il dolore più atroce e viscerale in serena saggezza.
Non so se anche i delfini, che nelle pagine del romanzo
seguono con perenne allegria e toccante solidarietà
l’imbarcazione di Lucia, abbiano davvero potuto “leggere”
questo piccolo e bellissimo libro
(scritto anche bene, per di più, in uno stile limpido
e al tempo stesso accattivante – e questo è un dettaglio
assolutamente da non trascurare)
ricavandone le stesse intense emozioni che hanno toccato
e sedotto me.
Quello che so di certo è che si tratta di un lavoro
di assoluta eccellenza che merita di essere letto, goduto
e meditato da molti.
Al quale auguro dunque l’ampia diffusione e il successo
che merita.
Simonetta De Bartolo
per www.patriziopacioni.it
novembre 2007

Titolo
Libro: Il mercante di eresie
Nome
Autore: Andrea Moneti
Casa
Editrice: Stampa Alternativa
Anno
Edizione: 2007
Codice
ISBN: 978-88-7226-989-3
Pagine:
222
Prezzo:
Euro 13, 00
Con Il mercante di eresie, Andrea Moneti si assume
il difficile compito di condurre il lettore attraverso
un complesso periodo del Medioevo, tra il Duecento e
il Trecento. Fin dalle prime pagine, l’autore conquista
l’interesse del lettore. La materia si presta: contraddizioni
estreme della cultura e della spiritualità, utopie,
profezie, lotte per la conquista di una libertà e di
un’autonomia di giudizio del cristiano contro l’autoritarismo
e il dogmatismo della Chiesa, allegre brigate giovanili,
fervore culturale degli Studi, avventurosa epopea del
mondo dei mercanti, spesso privi di scrupoli, a tal
punto da vendere come schiavi dei cristiani, ma che
si pentono in fin di vita, convinti di salvarsi l’anima
dando tutto ai poveri, degrado morale estremo ed esempi
di santità tra i più alti, ecc.
E’ un mondo che Andrea Moneti, innamorato della
sua varietà, della sua tensione continua al cambiamento,
attratto dal vorticoso incalzare degli avvenimenti,
ha indagato con passione e serietà di studioso, necessaria
ad un romanzo in cui storia ed invenzione si sposano
con naturalezza, perizia artistica ed equilibrio, in
cui avventure e disavventure, materiali e spirituali,
di singoli personaggi risultano fatalmente legate a
fenomeni di vasta portata storica, come la corruzione
e l’ingerenza nella politica italiana da parte della
Chiesa, sempre più lontana dall’originario messaggio
di Cristo, la disumana “opera salvifica!” dell’Inquisizione,
le congiure, le lotte nelle e fra le città della turbolenta
ed inquieta Toscana; pagine tra le più nere della storia
medioevale, come la crociata contro gli Albigesi, s’intrecciano
a pagine di glorie italiane difficilmente ripetibili
nella letteratura, nelle arti figurative, nelle stupende,
innumerevoli realizzazioni architettoniche, nella cultura
in generale, dando luogo a chiaroscuri, in cui l’elemento
luce dei tempi nuovi lotta contro le tenaci resistenze
dell’oscurantismo medioevale.
Stragi, battaglie, ciclo carestie-fame-peste, fetide
prigioni, torture, mutilazioni, roghi sono rappresentati
con crudo realismo; la descrizione dei loro effetti
sull’animo umano rivela capacità introspettive ed espressive
di un’arte matura.
Sullo sfondo delle tragiche vicende, pietosa e silente
spettatrice o, in alcune circostanze, giudice severa
della bestialità umana, la natura, ora nella sua spirituale
bellezza primaverile, ora algida con le sue nevi eterne,
ora misteriosa nella bassa foschia del primo mattino:
poche forti e veloci pennellate che suscitano sentimenti
forti e indefiniti. In mezzo alle vicende storiche,
in concorso con i personaggi storici, tra prelati dediti
alla violenza delle armi, in un mondo di senza Dio,
di prostitute, di venditori di false reliquie, di passioni,
di saccheggi e vendette, ma anche tra montanari generosi,
gentili, dediti ad un cristianesimo essenziale, tra
uomini desiderosi di pace e protesi verso un mondo migliore,
si svolgono le vicende umane dei personaggi principali;
si realizza l’umanità eroica di Giovanni, con le sue
crisi interiori, la sua estrema crudeltà, una volta
in preda ai morsi del freddo e della fame, la sua tenace
lealtà verso gli amici, il suo amore per la libertà
gridato tra le fiamme del rogo. Liricamente delineata
la figura di Jacopo nella dolcezza del ricordo di Chiara
e dei monti innevati e nebbiosi, nella malinconia del
suo tramonto. Personaggi aderenti all’umano, vivi e
veri, artisticamente riusciti, come le figure femminili,
protagoniste di storia, di Eleonora, più adatta agli
studi e alle discussioni, curiosa, amante della libertà
e legata per sempre al suo unico amore, e di Chiara,
il cui corpo emana una fragranza selvatica, che sperimenta
la nostalgia della sua terra, le invincibili angosce
e la sua grande passione vissuta in libertà e gioia
estreme, che armonizza nella sua anima Dio e la Grande
Madre, che guarisce attraverso lei, “la strega”. Andrea
Moneti si rivela fine conoscitore dell’animo femminile,
ne illumina le pieghe più riposte con rispetto, ne rappresenta
la pienezza e la forza del sentire.
In linea con una tendenza affiorante qua e là nel
panorama letterario mondiale, spesso con risultati prestigiosi,
convinto della validità culturale del romanzo storico
e della sua modernità, in mezzo a tanta produzione in
cui il prevalere di fantasie estremamente libere e capricciose,
che disorienta senza nulla lasciare nella mente e nell’animo
del lettore, Andrea Moneti offre, ancora una volta,
dopo 1527-I lanzichenecchi a Roma, pubblicato,
nel 2005, per Stampa Alternativa, un’opera che soddisfa
l’esigenza del bello e del diletto della lettura e,
cosa che non guasta nei nostri tempi, induce alla riflessione
e alla commozione.