State navigando nella sezione NEWS del sito di Patrizio PacioniCliccate qui per tornare alle sezione  NEWS del sito di Patrizio Pacioni
Cliccate qui per tornare alle sezione  NEWS del sito di Patrizio PacioniRitorna all'HOME PAGEChi SonoCosa ScrivoCont@ttoI LinkLe F.a.q.

  
Valeria F.
presenta

La ragnatela rossa

(parte IV)

Continuo a rendere pubbliche le lettere scambiate tra due amiche (F. e L.) all'inizio dell'ultimo decennio... del secolo scorso.

Se mi sono decisa a fare questo "sgarbo" alla privacy di due inconsapevoli ragazze (che probabilmente oggi saranno entrambe mogli e mamme) è soltanto perché mi è sembrata un'occasione pressoché unica quella di aprire ai visitatori di www.patriziopacioni.it... e al resto del mondo, uno spiraglio su un mondo ingenuo e al tempo stesso malizioso.
Sto parlando di un'epoca felice e (ahimé) purtroppo limitata nel tempo, una vera e propria età del latte e del miele: l'adolescenza dei primi turbamenti e delle prime scoperte ed esperienze erotiche.

Un bacio da Valeria!


24 ottobre 1993

Cara L,

ma lo sai che festa, ogni volta che trovo la tua lettera nella cassetta della posta???

Lunedì scorso poi è stato ancora più bello, perché io ti avevo scritto da meno di una settimana, e non pensavo che potessi essere tanto veloce a rispondermi.

Quindi, mentre stavo uscendo per andare a scuola, ho buttato un occhio nella buchetta delle lettere che c’è giù nell’androne solo perché sono abituata a farlo ogni mattina.

Quando ho visto la busta, e ho riconosciuto la tua calligrafia ho lanciato un urlo che per momenti all’Enrico, il pensionato che abita giù a piano terra,  gli andava in tilt il pace-maker.

Insomma, ho infilato due dita nella cassetta e sono riuscita a prenderla e l’ho messa nello zaino, pensando di leggerla una volta tornata a casa, con calma.

Potevo aspettare tutto quel tempo?

MA NO, NATURALMENTE!

Allora l’ho aperta sull’autobus e l’ho letta subito, strizzata tra una donna col bambino in braccio e un tizio che approfittava di ogni frenata… per tamponarmi dove sono più morbida L

Scusa se ti rispondo solo oggi, ma siccome ieri c’era compito in classe di storia, negli ultimi giorni mi è toccato persino mettermi sotto a studiare... ti rendi conto?

Insomma, eccomi qui subito dopo pranzo chiusa in chiave a doppia mandata, impegnata a risponderti.

Oh! “pranzo” si fa per dire... mia mamma appena inizia a fare un po’ più freddo si ostina a cucinare quegli odiosi minestroni di verdure... bleah, che schifo L)

Dice che fanno tanto bene... ma bene a chi, a che? Non certo al palato!

J J J

Prima è meglio è, perché ho voglia di raccontarti quello che è successo nel frattempo e di sapere al più presto cosa ne pensi, e so che quelle mezze lumache (mio zio Claudio direbbe “mezze seghe”) della posta ci mettono sempre almeno una settimana a consegnare le lettere.

Intanto ti dico subito che sapere che ciò che è accaduto a me con S. l’hai vissuto anche tu, mi ha aiutato a sentirmi un po’ meglio. Fra l’altro tu sei talmente bella che se c’è una cosa sicura al mondo è che per quanto ti riguarda le colpe di quell’episodio non furono certo tue…

Per essere sincera, però, il consiglio che mi hai dato  mi ha lasciato un po’ in imbarazzo, all’inizio. Lo sai che non sono proprio un’aquila, in fatto di sesso (diciamo per niente...) e pensare di eccitarlo dicendogli cose “zozze” non mi era mai passato per la testa. Quindi, dopo avere letto nelle prime righe della tua ultima lettera che in quella situazione così “tragica”, tu hai risolto il problema in quel modo, la prima cosa che m’è venuta in mente è che non sarei mai potuta essere in grado di imitarti.

“Da dove si comincia?” mi sono detta.

“Cosa cavolo gli dico, per farlo eccitare?”

Ma non mi sono arresa, e ho ricominciato a leggerti da principio.

Non riuscivo a capacitarmi come diavolo ti fosse venuto in mente di riportarglielo “sull’attenti” iniziando a farlo fantasticare su un’altra ragazza. Va bene, una volta ho letto anch’io su una rivista che il sogno più ricorrente negli uomini è quello di farlo con due donne.

Fino a qui ok.

Ma dal dire (per scherzo) al fare (dire per davvero) CAVOLO! C’è di mezzo il mare, anzi l’oceano.

Insomma, per convincermi a provarci anch’io (vincendo un megaterribilissimo imbarazzo) mi sono dovuta fare una specie di auto-lavaggio del cervello.

Intanto (come in effetti mi  aspettavo ampiamente...) S. , dopo quel pomeriggio di panico a casa sua, era praticamente scomparso.

Poi però dopo qualche giorno ha richiamato, dicendomi che era stato poco bene, credo avesse l’influenza (ti starai forse chiedendo che sarà anche per quello che quel pomeriggio non siamo riusciti a combinare niente, ma adesso ti renderai conto che le cose nn stanno esattamente così). Mi ha invitato di nuovo a casa sua, e io ho accettato.

I suoi genitori non ci sono quasi mai, deve essere una bella fortuna poter fare quello che si vuole senza che nessuno stia in mezzo a rompere le scatole.

A proposito, adesso che ci penso, chissà quante ragazze si è già portato a casa quel maialoide! Gggrrrrr...

Comunque, dopo la scuola sono andata da lui.

Stavolta non è che abbia sprecato troppo tempo in preliminari...

Un paio di baci e via!, mi ha spogliato subito

(e nemmeno stavolta mi ha tolto la maglietta... Vabbè che ho le tette piccole, ma almeno dargli un’occhiata no?)

poi si è denudato pure lui, buttando tutto per terra.

Devo dirti che appena si è tolto gli slip il suo “amico” mi sembrava già pronto, e credo pure di aver tirato un sospiro di sollievo.

“Alleluia!” mi sono detta.

“Almeno non sarò costretta a vederlo zuppo di sudore che si affatica per niente!”

Niente da fare. Troppo ottimismo.

Appena mi si è avvicinato per… per… ma te lo devo proprio spiegare? La mamma ti ha detto niente?

J

 Eccola lì, la maledetta sindrome dell’ “INVOLTINO SCONGELATO”!

AiutooooooooooooooooOrroreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

“No, basta! Stavolta devo fare qualcosa!” mi sono detta.

“Non posso fare di nuovo finta di niente solo per non farlo sentire in colpa.”

L’ho fatto sedere.

“C’è qualcosa che non va, in me?” gli ho chiesto, con tutta la dolcezza del mondo.

Per essere sincera quello che temevo di più era una risposta tipo:

“Sai cara, mi piacciono bionde, con gli occhi azzurri e un metro e mezzo di coscia.”

oppure

“Perché non fai qualcosa per quella cellulite?”

(anche se quando mi guardo allo specchio non mi sembra di fare poi così tanto schifo)

Invece…

“Scusa, non so cosa diavolo mi prenda quando sono con te. La verità è che mi emoziono e mi viene paura”.

Paura?

Paura?!?

Lui???

E io? A me non ci pensa? Io stavo tremando come una foglia e lui (pensa un po’!) mi confessava di “avere paura”...

Non c’è più religione!!!

Ho contato fino a dieci e ho deciso di fare finta di niente. Gli ho accarezzato la testa e gli ho detto di rilassarsi, di non preoccuparsi di niente. Poi l’ho fatto sdraiare.

Oddio L., tu che conosci al 110% quanto sono imbranata, te lo immagina il mio stato d’animo?

Cercavo di essere serena e di fare le cose con calma, anche se mi tremavano le mani.

Ho iniziato ad accarezzarlo proprio lì... ma non è che la sensazione al tatto fosse proprio il massimo: non riuscivo nemmeno a tenerlo in mano, tanto era morbido.

Così mi sono fatta coraggio, e ho cercato di immaginare te in quella situazione, ricordando le parole che mi hai scritto.

Cerco di fare la voce sexy e gli chiedo:

“Sarebbe divertente per te se... se qui, insieme a me,  ci fosse anche qualcun altro?”.

Visto che lui, a occhi chiusi, nemmeno rispondeva, mi è venuto il dubbio che io in realtà non l’avessi detto veramente, ma solo pensato.

Per fortuna che alla fine lui apre gli occhi, fissandomi con lo sguardo da pesce lesso.

“Qualcun altro chi?”, mi chiede.

 “Un’altra ragazza, per esempio...”.

Lui ha richiuso gli occhi e mi ha chiesto come immaginassi questa ragazza.

Buon segno, no?

Così ho fatto un bel respiro e sono andata avanti.

E… indovina un po’, L. ?

La prima persona che mi si è materializzata in testa sei stata proprio tu.

Mi perdoni?

Eh sì, devo confessarti che eri proprio tu, la terza persona che era con noi in quella stanza...

Ho descritto a S. il tuo corpo, in ogni dettaglio.

Ho iniziato a dirgli dei tuoi lunghi capelli biondi e degli occhi chiari che, lo sai, a me piacciono così tanto.

Lui mi ha chiesto come avevi il seno e, mentre parlava, mi sono resa conto che qualcosa si era svegliato tra le mie mani, diventando un po’ più... solido e consistente.

Potevo fermarmi lì?

No che non potevo, così…

Gli ho risposto che hai il seno più grande del mio... raccontandogli di quella volta che eravamo andate al mare insieme, con tua madre, e che ci eravamo cambiate nella stessa cabina perché era l’unica libera. Ricordo che ti guardavo con la coda dell’occhio per non sembrare troppo sfacciata. Ma ero curiosa di vedere com’eri fatta. Ero curiosa di vedere in cosa ci somigliavamo e in cosa invece eravamo diverse… e poi… non so… l’idea di spiarti di nascosto mi sembrava divertente e in un certo modo eccitante…

Quanto alla somiglianza, negativo, capitano!

Tu eri già piena di curve mentre io... sarà che sono troppo magra, ma in confronto a te sembravo la sorella minore sfigata.

Tu che dici?

Comunque... a S. ho raccontato delle tette piene e rotonde che ricordavo di aver visto quel giorno, dei capezzoli scuri e grossi al centro, dritti e duri, forse perché in quella cabina, con le pareti in legno umide e il pavimento bagnato, faceva fin troppo fresco.

Ma lo sai che ha funzionato?

In pochi minuti il suo coso era diventato rigido come un righello.

Ma ormai era partito per la tangente, e si era appassionato fin troppo al gioco.

Così mi ha chiesto come fosse la tua... ehm... capito no?

Io quel giorno, nella cabina, non è che l’avessi vista poi così bene.

Però, per qualche secondo… mentre, dopo esserti tolta i jeans e le mutandine, rovistavi nella borsa alla ricerca del costume...

… eri bella.

La carne morbida e tenera dolcemente divisa in due da quella fessura... liscia, come la mia, ma più carnosa e più dolce.

S. iniziava a respirare più forte mentre gli dicevo così.

Mentre io ero talmente presa da non accorgermi nemmeno di avere accelerato le mie carezze.

Teneva gli occhi chiusi, e io ti confesso d’essere stata un po’ gelosa di te, perché era a te che stava pensando in quel momento, ne ero certa.

Però la sua eccitazione alla fine eccitava anche me. Il tessuto del lenzuolo mi strusciava proprio “lì” ogni volta che mi muovevo ed era una bella sensazione...

Da una parte avrei voluto alzarmi, mettermi su di lui e provare a fare l’amore. Ma avevo paura di interrompere la magia di quel momento, quindi rimanevo seduta, continuando a toccarlo.

Non ci ha messo molto a venire...

Io non ho fatto in tempo a godere, ma non m’importa più di tanto

(tra l’altro la volta precedente avevo passato due giorni con un bruciore fastidioso tra le cosce, e non avevo certo voglia di fare il bis)

Ha sporcato la pancia e pure le lenzuola, quel fenomeno.

Senza contare la mia mano, che luccicava di quella specie di latte condensato

(solo molto più liquido e viscida però)

Non ho ancora capito come può venire in mente di berlo, a qualcuna.

Io di certo non ci riuscirò mai.

Ma a lui era piaciuto, e questa è stata la cosa più importante.

Ecco, Vostro Onore, questi sono i fatti e mi raccomando alla clemenza della Corte.

Scherzi a parte, ti ho raccontato proprio tutto, perché spero che non ti darà fastidio l’essere stata protagonista di questa nostra “avventura” a tre.

Ma se non dovesse essere così, me lo dirai, vero? Giura!

Nel qual caso ti chiedo scusa fin d’ora.

Con S. non ci siamo rivisti ancora, dopo questo episodio. Lui ha molto lavoro e so che il fine settimana è l’unico momento in cui può uscire. Però mi ha richiamato il giorno dopo, e quello dopo ancora. E mi ha detto che ha voglia di vedermi...

Dio, sono così felice!!!

E devo tutto a te, che sai sempre consigliarmi cosa fare.

Mi manchi tanto lo sai? Spero di vederti presto. Stavo pensando che potrei chiedere a mia zia se ha voglia di accompagnarmi da te... In fondo ci vogliono solo un paio d’ore in autostrada... che sarà mai?

Sempre, ovvio, che tu sia d’accordo.

Ti abbraccio forte e ti bacio, scrivimi presto!

F.


MOTORE DI RICERCA INTERNO AL SITO

Tramite questo semplice motore di ricerca interno, potrete reperire infomazioni in merito a vari argomenti trattati su questo sito.


powered by FreeFind


Vai alle altre NEWS


Iscrizione News Letter Mandate il Vostro Racconto
Torna SopraMappa del SitoDownload/Off-LineAggiungi ai 'Preferiti'
E-Mail: info@patriziopacioni.it