Insegnte
a Vivere
Antonietta
Opallo
“Cari professori, insegnate a vivere”, così il noto
psichiatra Vittorino Andreoli, in uno dei suoi più
apprezzati libri, si rivolge ai docenti.
E, mai come ora, di fronte a ragazzi difficili,con
chiari segni di insofferenza a regole e norme, la
Scuola, come Istituzione deputata alla formazione
dei giovani, dovrà fornirli sì, di un valido bagaglio
culturale, ma dovrà soprattutto munirli di una sorta
di corrimano per aiutarli a non deragliare sulle strade
del mondo. E’ questo, senza dubbio, un arduo compito
affidato anche ai docenti, che, non a torto, sono
stati definiti i pionieri del XXI secolo.
Essi si trovano di fronte a ragazzi spesso fragili,
caratterizzati da esasperato estetismo, dal forte
desiderio di apparire e non essere, alla continua
ricerca di desideri effimeri e modelli sbagliati.
Di fronte a simili scenari, il docente dovrà imporsi
con la sua autorevolezza che gli deriva anche dalla
capacità di saper trasmettere il fascino della cultura
e la profondità immortale di alti valori che il tempo
non ha mai offuscato.
Dovrà apparire come maestro di vita, trasmettitore
di un sapere che dovrà essere percepito come strumento
per meglio orientarsi nel mondo e meglio esprimere
la vita.
Indispensabile sarà instaurare in classe un clima sereno,
caratterizzato da solidarietà e cameratismo, dove
si crei un humus fertile, indispensabile alla crescita
e alla maturazione dei ragazzi, un ambiente dove ci
si abitui al dialogo, al confronto, all’ascolto.
Ricordiamoci che la classe è una piccola comunità,
una società in miniatura dove si apprende a vivere
con gli altri, ad apportare il proprio contributo,
ad esprimere il proprio punto di vista e a rispettare
quello degli altri, anche dissentendo, ma sempre motivando
il proprio dissenso con argomenti derivanti dalla
logica del ragionamento.
Insegnare a vivere sarà anche tendere alla saggezza
e alla sagacia, sarà usare al meglio l’intelligenza
nelle azioni umane per sviluppare una propria capacità
intellettiva e critica anche contro gli imbonitori
delle menti e per poter operare scelte autonome e
godere della libertà di pensiero.
Insegnare a vivere vuol dire, ancora, creare giovani
con vasti orizzonti, con aperture mentali ad ampio
raggio per non cadere in visioni del mondo anguste
e limitanti, e vorrà dire ancora dotarli di orizzonti
di senso che consentiranno di rendere umano il loro
fare.
Significherà, inoltre, credere in un ideale, saperlo
cullare e coltivare, significherà prepararsi all’impegno
civile, alla passione militante e ad una coscienza
civica per il futuro ruolo di cittadino de mondo,
di un mondo che aspetta il contributo di ognuno per
essere migliorato.
E non per ultimo significherà mettercela tutta nelle
dure salite senza mollare mai, fino al raggiungimento
del traguardo.
Un docente che riuscirà a creare simili abiti mentali,
proponendosi come modello e punto di riferimento in
una società che ne è priva, e contribuendo non poco
alla crescita umana e culturale dei suoi ragazzi,
rimarrà per la vita nel loro ricordo .