Ancora un numero
monografico, stavolta dedicato alla giovane poetessa
campana Ishar, già conosciuta dai visitatori di www.patriziopacioni.it, con due liriche permeate
di passione e desiderio.
La versatile
Ishar è autrice anche di alcune delle composizioni
fotografiche che arricchiscono il blog del commissario
Cardona (http://www.patriziopacioni.com/cardona/).
Estasi
Voglio un’avventura che mi faccia salire l’adrenalina alle stelle
Che mi annebbi la mente e mi stordisca i sensi
Che mi bruci la pelle e le ossa
Che mi dia il capogiro e mi tolga la capacità di intendere…
Ma non quella di volere.
Voglio smarrirmi nelle tue forme sconosciute
ubriacarmi del tuo sapore
tracciare mappe geografiche del tuo corpo
Per ripercorrerle quando la follia sarà finita
Lasciandomi spossata ed esausta
In un intrigo di lenzuola.
Voglio salire su questa giostra impazzita
E abbandonarmi all’oblio tra le tue braccia
Voglio annusarti e leccarti
(animalesco istinto primordiale)
Voglio che il tuo odore
Acre, intenso, pungente,
Mi inebri completamente lasciandomi stordita
Voglio prosciugare la tua linfa
Madre della vita e frutto del peccato.
Frugami l’anima
Sconvolgimi il senno
Risveglia i miei sensi occulti
E impossessati della mia carnalità sopita
Con selvaggio ardore
Con furioso impeto
E non fermarti
Finché l’antica sete non sarà placata
Finché il desiderio che mi dilania non sarà estinto
Finché non sentirai la voce ancestrale della vita
Sgorgare dalle mie viscere
Come un suono bestiale
Che squarcia il silenzio
Come una sorgente
Che spacca le rocce
Per trovare la luce.
Amami
Prendimi
Soffocami
Invadimi
Completamente, assolutamente, pienamente...
Ancora
Alla fine è successo...
Quante notti trascorse pensando a te
rigirandomi nel letto
lottando con le lenzuola
sopraffatta dall'assurda realtà del sogno
Io e te come una cosa sola
in balia della passione.
E tante volte, in tanti modi,
ho cercato di descrivere e raccontare quelle storie,
quelle immagini di noi due
talmente nitide
da non sembrare
parto della fantasia o desiderio
ma pura realtà.
Povere, inadeguate parole
troppo superficiali
per l'oscura profondità
della mia immaginazione.
Poi sei arrivato tu
dolcezza passione ed estasi insieme
Istinto selvaggio
che spinge i nostri corpi
a
cercarsi,
strusciarsi,
stringersi,
esplorarsi
e le tue labbra
(mio Dio!)
le tue labbra!
per sempre impresse nella mia carne
e nella mia memoria
sulla mia pelle,
dentro ogni anfratto di me
Sapore conosciuto
Sapore antico
Che mi è mancato così tanto
Che ho rivissuto mille volte...
Mi hai sconvolto i pensieri
Scombussolato i sensi
Godimento profondo
Lacerante
Che tramortisce e uccide..
"Mi uccidi!"
"Così mi fai morire!"
Continuavo a ripeterti.
Avvinghiata a te,
stretta dalle tue braccia
esplorata dalla tua bocca
carezzata dalle tue mani
avrei voluto restare per sempre.
Come possono bastare
poche ore
quando una vita intera
con te non basta?
Ancora una volta
ti prego
uniti nel piacere
voglia irrefrenabile
di carezze e d'impeto
che solo tu sai darmi
Ancora.
Ancora.
Ancora per una volta soltanto...
...sì, ancora.