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versi DI versi
La  poesia  di   www.patriziopacioni.it

12 - Ottobre 2008



Tiziana Soressi è nata a Vernasca, paese piacentino che significa “Qui è nata primavera”.  Etimologia assolutamente improbabile, ma da questa terra ruvida e bellissima ha imparato la meraviglia della malinconia, e della nebbia, e con queste “ci campa” nello spirito. 

Attualmente risiede in un “altrove”, ridente località ai confini del suo ultimo viaggio. Sulle cartine geografiche è denominato Brianza. Ha scritto poesie per urgenza Mistero e due occhi (ediz. Albatros), La vita è appena (ediz. Ibiskos), Teso il destino (ediz.Tigullio-Bacherontius) e I bambini stanno bene (Editrice Progetto Cultura 2003); racconti per ingannare memoria e fantasia La luna nella bottiglia (ediz. Serarcangeli) e La lunga vita (Prospettiva Editrice); favole per consolazione e per estasi: Un,due, tre…Sole (ediz. Il Grappolo) e Una favola celeste (Ediz. I fiori di campo). La sua prossima raccolta poetica sa azzurramente di cielo, L'azzurro non è una parola (Editrice Progetto Cultura 2003). Presto metterà le ali, al tepore garbato dell’inverno.

Ha conosciuto la sapienza dei Veda e l’incontro non è mai terminato.

Ha appena inaugurato un sito on-line in cui cerca di annodare i suoi voli sparsi:

http://www.tizianasoressi.altervista.org/ .

Ingenua illusione: l’orizzonte è ancora troppo lontano. Il resto che non ha detto è vita. Con essa ha in corso trattative: guardare oltre.


 

Porto con me la notte

(tratta da “La vita è appena”)

Porto con me la notte

come un mantello

gettato sulle spalle.

Sento brividi

d'azzurro.

Ho tre stelle

da abbottonare

alla mia pelle:

una per me

una per te

una per la luna.


Complimenti all’aurora 

La prigione della notte

è il bianco.

I colori

uccidono

l’ombra,

neppure la luce

è innocente.

 


Titolo provvisorio

Passeggere mani

tarda il silenzio

a infrangere boschi,

abbiamo tenui

passaggi

fra ombra

e ombra

sudori sacri

di cicale-foglia.

Lasciamo i vivi

a tessere tormenti.

Ultima scommessa:

dormire d’ali.

 


 

Quanto manca

Il giallo è mortale:

guarisce l’ombra

e naviga antiche case

di pietra.

Scrivi!

Il cuore me lo dice,

ma è il nulla

a scurire gli inchiostri

e la parola patisce

ferite di buio.

Le nostre mete

sono

i colori nudi,

quando il nero

si spoglia del nero

e anche la luce

è umida assenza.

Lì è il segreto

della visione:

quando non si vede.

 


Il seme della neve

 Razza di carne,

non ti dico dove tengo l’anima,

lo sa il sepalo della rosa

il trillo roccioso

della capinera.

Madre mia,

da quale ventre nasce

l’ombra

che prende sottobraccio

i pensieri?

Nessuna terra in terra:

abbiamo destini

azzurri.

La bellezza

è tutto ciò che rimane

dopo il corpo.

 


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