Lorella De Bon è ormai una
grandissima amica del nostro sito e dei suoi
visitatori. Ne abbiamo letto i racconti e i
pezzi scritti a quattro mani col “Capo”, per
la serie degli “Interrogatori impossibili” e
per la saga delle “Notti di Monteselva”. Qui
e oggi, però, torna con la sua passione più
grande: la poesia.
A
Stoccolma il sole gioca a nascondino
C’è un gatto nero
a passeggio
sulla neve, ignaro
del Natale
che qualche chilometro
più in là
ha ucciso tutta
la sua famiglia.
E il mal di testa
mi costringe
a riposo, io che
non sopporto
l’inattività e,
come un gatto,
mi aggiro di notte
per casa
a ricamare una nuvola
o, forse,
a chiudere a chiave
la luna
nell’armadio dei
sogni proibiti.
Fuori le ombre disegnano
mostri
e farfalle sui muri,
e la neve
scintilla sui rami
degli alberi,
mentre a Stoccolma
il sole gioca
a nascondino con
le rondini.
Non resta che il
panettone, tanto
scade a giugno e
di tempo ce n’è
per togliere l’uvetta
una a una.
Lucia
Lanza ha frequentato l’accademia delle Belle
Arti a Verona e ama perdutamente la poesia,
in particolare haiku e haiga. Dei primi dice:
“Haiku è sintesi, è distillare. Haiku è scrivere l’essenza
della semplicità: per questo non è facile haiku.
Cogliere il necessario, togliere il superfluo,
arrotolare e non dispiegare, intuire, proporre
l’intuizione, invitare a capire senza dire,
guardare negli occhi, attendere”. Dei secondi: “Haiga è sogno, disegno. Haiga è dipingere
l'emozione del sogno. dare immagine al pensiero,
eternarlo nella bellezza, fusione di parola
e colore, completezza di messaggio, respiro
onirico, frammento d'universo...”
Cade
in mare la luna
(questa
poesia è dedicata a suo padre ed è stata edita
in “D’ Ametista” ed. Vitale)
Cade in mare la luna
e a modo suo tramonta ingenua,
affoga la luna e non galleggia
nell'abisso il sole
incontra
inatteso evento nascosto e profondo,
in fondo tra stelle di mare:
luna, sole e stelle sul fondale.
Misterioso…
ed ombre di notte
ed i neri
austeri
luce arricchita
vivi accenti chiari
di luce elettrica.
Saturati,
azzurro elettrico, arancio appariscente,
rosa viola
Per portare nello stile
cubista pezzi di colore.
Riflessione
Alito di vita
(per le mie ali)
sorgente d'acqua
(per il mio tempo)
immagini riflesse
per il profumo
per la
solitudine
per l’abbandono
alla vita riflessa
in immagini d’acqua.
Jessica Malfatto é nata il 19 febbraio 1989 a Bollate
(Mi) e vive a Paderno Dugnano. Diplomata nel
2008 al liceo scientifico C.E. Gadda di Paderno
Dugnano, frequenta il primo anno della facoltà
di Lettere Moderne all’Università Cattolica
di Milano. Attualmente collabora con il settimanale
“Settegiorni” scrivendo articoli.
Ha ottenuto numerosi riconoscimenti e premi
in concorsi di poesia. Nel mese di gennaio 2007
la Casa Editrice “Il Filo” di Roma ha
pubblicato una sua raccolta di poesie
dal titolo “ Il sapore dei sogni”.
Anima
Un cerchio nel cuore
in un istante di cielo
sulle note di un’inaspettata armonia.
Quello che voglio sentirmi dire
non è così scontato.
Mi illudo di non pensarci,
ma divoro solamente la mia anima,
gelosa della sua essenza
quanto della sua apparenza.
Anima che si copre con un velo
e lascia scoperta un’innata fragilità,
derisa nella realtà.
Una presenza incostante e imperfetta,
un filo che lega parole ed emozioni.
Libera da scogli,
la poesia sbatte involontariamente su di lei.
Nuvola sconfinata raccoglie
i raggi di un pensiero svogliato.
Non è semplice ascoltarla, lo so,
odio sentirla mentre lascia scivolare le lacrime
senza poterle asciugare.
Amo vederla dipinta di passione
pronta a donarsi al suo cuore
in un moto incoerente.
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Vivi
Spezza i fili delle emozioni e
ricomponili per cercare un nuovo sogno.
Lascia scivolare sulla pelle attimi ribelli,
tienili tra le mani
e poi chiudili in un pugno.
Ti sfuggono.
Lasciali liberi.
Attimi di vita prepotenti,
si lasciano trasportare da un pensiero sfuggente,
addomesticano i suoni dell’anima,
si mescolano e si scontrano
sprigionando energia.
Vita mordace, lasciati assaporare,
ma soprattutto…
Vivere.
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Poesia
La senti bussare?
La senti sbattere nel petto?
è calda come un fuoco,
ha il senso del ghiaccio sulla pelle,
ha la verità nei suoi suoni.
La senti dentro?
Silenzio.
Si è fermata. Forse.
Mi sbagliavo, ricomincia.
Prende a schiaffi il cuore,
penetra nella testa,
scorre insieme al sangue nelle vene.
La senti sotto la pelle?
La senti schiantarsi negli occhi?
Uragano della mia esistenza,
vortice delle mie emozioni,
acqua gelida.
Ritaglio un istante di cielo,
lo porto con me.
Lei si nutre di attimi,
Lei sa cosa vuol dire...
Lei sa prendere la mia vita,
Lei sa riaccendere il sole.
Lei...
Non ho bisogno di fotografie,
non ho bisogno di parole.
Sento il viaggio, lo provo,
lo perdo, lo riprendo.
Lei, lei che mi fa cercare,
Lei che mi fa assaporare il suo nome,
Lei che mi fa scrivere di me,
senza meta, senza fine.
Lei che sa cambiarmi.
Forse sarò migliore.
A Lei ho dato il mio cuore.
La mia vita.
Me stessa.