Dal 15 dicembre 2000 Paola Cassone,
simpatica conoscenza di www.patriziopacioni.it) risiede ufficialmente
nei Paesi Bassi. Ha creato un interessantissimo diario
(le cui primissime puntate tenemmo a battesimo anche noi)
per tenere al corrente le sue amiche italiane delle barbare
usanze di questo paese. Lo si può “sfogliare” sulle interessantissime
pagine elettroniche del blog di Paola: http://www.paolacassone.com/dblog/
Arrivato al suo nono anno, da bollettino
di informazione sui Paesi Bassi,si è trasformato nel tempo
in un diario della quotidianità nella mia nuova vita di
emigrante, moglie e madre dal passato - sempre più remoto
- tempestoso. Per gentile concessione di Paola ne riprendiamo
alcuni dei pezzi più significativi su www.patriziopacioni.it
Nuovi reportages da Tulipland
(2)
Malcostume… mezzo gaudio!
(pubblicato sul blog della scrittrice-opinionista
Paola Cassone il 14 ottobre 2009)
É arrivato e passato
il compleanno di Matteo lasciando dietro di sè una scia
di regali e avanzi. Io naturalmente esausta ma questo
è il meno. Quest’anno è accorsa mia madre in aiuto e ormai
sono talmente ben organizzata che mi sono addirittura
potuta permettere di preparare una quindicina di animaletti
origami per la festa a scuola. Ricordo infatti ai miei
nuovi lettori che il compleanno infantile olandese prevede
ben tre feste: quella per i compagni di classe, quella
per gli amichetti e quella per parenti e amici dei genitori.
La festa per parenti e amici è una formalità estenuante
di cui ho parlato diffusamente a settembre, in compenso
la festa per gli amichetti e la festa a scuola possono
essere molto divertenti se si usano un paio di astuti
accorgimenti e cioè, primo, organizzare la festa in una
sala giochi con pacchetto all-inclusive e, secondo,
comperare presenti e dolci già confezionati negli appositi
negozi o, meglio ancora, farseli recapitare a domicilio
dall’ottimo servizio online. Cosa che ho puntualmente
fatto e così venerdì sera ci siamo allegramente dedicati
al confezionamento di ventiquattro presenti per gli amichetti
di Matteo e per i figli di parenti e amici, sabato pomeriggio
abbiamo trasportato dieci ragazzini urlanti al Jungle
Town dove per due ore hanno potuto dar libero sfogo alle
energie stimolate dalla rituale overdose di zuccheri e
domenica sera, dopo la festa per parenti e amici, abbiamo
preparato il vassoio dei dolci e dei presenti che il vikingo
e mia madre hanno recapitato lunedì in classe mentre la
sottoscritta si faceva il solito mazzo ad Amsterdam in
compagnia di un nutrito assortimento di brand managers
rampanti.
Mentre noi ci affaccendavamo tra tortine,
origami e lasagne, nel resto del paese si consumava una
tragedia ben più grossa e cioè il fallimento della più
importante banca privata locale, la nostra piccola Lehmann:
la DSB. Il padre-padrone della DSB, Dirk Scheringa, è
anche sponsor della squadra di calcio AZ – vincitrice
dello scudetto la scorsa stagione – e della squadra olimpica
di pattinaggio sul ghiaccio e il vikingo ha commentato
cinicamente che i quotidiani stanno dando più spazio ai
problemi di finanziamento di queste ultime invece di occuparsi
dei ben più seri problemi dei 35mila clienti della banca
che da ieri non possono più accedere ai loro soldi. Devo
dire che perfino io sono rimasta sconcertata dalla freddezza
degli articoli sui tabloids che ieri pubblicavano una
concisa e compatta F.A.Q. per i clienti della banca, la
prima delle quali era: Q: Posso ancora usare il bancomat
della DSB? A: No. Da domani mattina alle 8.00 anche l’uso
del bancomat è bloccato.
Anche. Infatti
lunedì è stato bloccato l’accesso ai depositi e conti
a risparmio e i clienti hanno avuto solo un giorno di
tempo dall’annuncio del possibile fallimento alla chiusura
degli sportelli per ritirare i loro soldi o per girare
i loro stipendi sul conto corrente di un’altra banca.
Io avrei volentieri visto stampata la risposta alla sicuramente
F.A.Q. corollaria alla prima Q: E allora come faccio a
fare la spesa? Ah: cazzi tuoi. È stata sicuramente censurata
ma questo è il succo della faccenda. Sui giornali di oggi
troneggiano titoli cubitali che il governo sta provvedendo
a liberare i fondi dei conti bloccati (ma non dei mutui
e dei depositi vincolati) fino ad un massimo di 100mila
euro, che è una bella notizia ma non è chiaro quando questi
fondi saranno disponibili e io ho visioni tragiche di
bambini che muoiono di fame di fronte ai supermercati
traboccanti di ogni ben di dio come la piccola fiammiferaia.
Lo so che è una reazione emotiva totalmente irrazionale
ma da quando son madre la razionalità è uscita dalla top
10 dei miei sentimenti.
Razionalizzando,
che la DSB avesse problemi era già chiaro ad aprile, quando
ben due programmi televisivi nazionali di difesa del consumatore
hanno esposto dettagliatamente gli imbrogli e i ricatti
a cui i clienti della banca venivano sottoposti. Dopo
l’estate i problemi si sono acuiti enormemente e infatti
il catalizzatore del fallimento è stato – come sempre
– la corsa dei clienti al ritiro dei soldi. Pare che dall’inizio
di ottobre siano stati ritirati qualcosa come 600 milioni
di euro e questo per una banca locale con un utile di
405 milioni nel 2008 sarebbe letale. Quel che è certo
è che le sei banche chiamate a consulto dal ministro delle
finanze nel weekend hanno preferito accollarsi l’onere
di reperire i fondi per onorare i conti correnti fino
a 100mila euro, come previsto dalla legge a seguito di
un fallimento, piuttosto che rilevare la DSB accollarsi
tutte le rotture di contratto e le cause per danni dei
clienti inviperiti. Come si dice in gergo: il danno d’immagine
è troppo grave e la quantità di mutui tossici è troppo
alta. Vi risparmio le mie visioni al proposito.
Razionalizzando
ulteriormente, sapendo quel che si sapeva della DSB già
prima dell’estate, chi ha caparbiamente mantenuto in quella
banca più di 100mila euro in un conto, mutuo o deposito
a risparmio si merita di perderli. E’ stato infatti chiaramente
dimostrato che nei mutui della DSB venivano incluse una
serie di polizze assicurative obbligatorie, carissime
quanto inutili, che facevano lievitare gli interessi a
livelli da strozzinaggio e che nei depositi vincolati
ci fosse una clausola che svincolava la banca da ogni
impegno in caso di fallimento (!), quindi in teoria nessuna
persona sana di mente (e soprattutto tirchia come gli
olandesi) si sarebbe sognata di affidare i propri soldi
a quella banca, ma temo che i clienti della DSB siano
gente che non guarda le trasmissioni TV sui diritti dei
consumatori, non legge i quotidiani nazionali e soprattutto
è uscita da una di quelle scuole tecniche di cui vi ho
parlato settimana scorsa: gente che non sa fare i conti,
che si è lasciata abbindolare dalla dialettica di un venditore
abile e spregiudicato e soprattutto dall’immagine pubblica
di Dirk Scheringa, santo patrono degli sport più popolari
d’Olanda, un demagogo nato che solo sei mesi fa - alla
faccia delle critiche sempre più forti e frequenti - proclamava
pubblicamente “Se lasciassero fare a me risolverei questa
crisi finanziaria in tre mesi”.
Gente che adesso
probabilmente rimarrà senza casa mentre non ci sono dubbi
che il Dirk nazionale se la caverà al termine di un lungo
processo con 30mila euro di multa (Ahold docet): noccioline
per uno che ha un patrimonio stimato di 500 milioni, si
è dato un bonus di 11 milioni a dicembre del 2008 e che
si è dichiarato scioccato dalle pratiche stozzine dei
suoi managers, pratiche di cui ovviamente lui era del
tutto all’oscuro come io sono Cappuccetto Rosso. La cosa
che più mi sgomenta in questa squallida faccenda è che
l’opinione pubblica - e con questo non intendo giornalisti
e intellettuali, ma il cliente medio della DSB - crede
fermamente nell’innocenza di Dirk! Cioè, invece di linciare
il padrone della banca che li ha imbrogliati per anni,
che gli toglierà la casa e nel frattempo li costringe
all’elemosina, se la prendono con un tal Pieter Lakeman,
presidente di una associazione per la protezione dei contraenti
di mutui, perchè ha osato mettere in discussione le strategie
e pratiche di vendita della DSB all’inizio di ottobre
e con ciò avrebbe innescato la corsa al ritiro dei soldi
che sarebbe stata la causa ultima del fallimento.
Nota bene che Lakeman rappresenta 1300 clienti della DSB che avevano
provato a recedere dai contratti-capestro della banca
senza successo e per questo si erano rivolti all’associazione.
Non c’è dubbio che l’opinione pubblica aveva probabilmente
anche bevuto le scuse del Dirk per il malcostume dei suoi
managers (2 ottobre) e la sua successiva assicurazione
(8 ottobre) che le polizze superflue sarebbero state tolte
dai mutui entro la fine dell’anno. Ribadisco, gente così
si merita di perdere i soldi, altro che intervento di
salvataggio del governo!
E che dice il Dirk nazionale? Un mutuo della DSB a chi indovina.
Ma naturalmente:
“Mi hanno incastrato! Avremmo potuto farcela se il ministro
delle finanze e la Banca Nazionale non avessero fatto
trapelare alla stampa la notizia della nostra crisi.”
E certo, perchè prendersela con Pieter Lakeman quando
si può mirare più in alto? Io non sono una sostenitrice
del nostro attuale ministro delle finanze, ne’ tantomeno
della Banca Nazionale, ma sono mio malgrado costretta
ad ammirare la correttezza della risposta: “La decisione
di mettere la DSB sotto sequestro era stata presa ben
prima che i giornali pubblicassero la notizia.”
Ma non è tutto.
Sapete chi era il presidente del consiglio d’amministrazione
della DSB fino alla fine del 2007? L’ex ministro delle
finanze Gerrit Zalm, che da quest’anno fa parte del consiglio
d’amministrazione della nazionalizzata ABN Amro e che
ora è sotto inchiesta insieme allo Scheringa e a tutto
il consiglio d’amministrazione della DSB.
Non so voi, ma
io non aprirei un mutuo con l’ABN nemmeno ad interessi
zero. Anzi, adesso mi spendo tutti i soldi che ho sul
conto corrente così non corro rischi.