Per gentile concessione della curatrice
Lorella De Bon (per conto del portale
culturale L(’)abile traccia) riportiamo su
versiDIversi tre poesie tratte dall’opera
Volpe bellissima, un’antologia
in cui quattordici differenti autori dedicano
i propri versi ad una poetessa di rango, recentemente
scomparsa: la geniale Alda Merini.
Nei trentadue componimenti che il volume offre
ai lettori, vengono affrontati – sulla scorta
d’immagini o riflessioni a volte sorprendenti,
rette da un’ispirazione schietta e lirica che
osserva con eleganza vuoi la natura vuoi la
vita quotidiana – i temi più cari alla grande
milanese: l’amore, l’eros, la follia, la morte,
Dio, il sentimento religioso.
E tutto ciò sia
per dare maggior risalto ad un’artista d’inoppugnabile
valore, forse mai assurta al grado di notorietà
che le sarebbe spettato di diritto – e che ambienti
letterari poco attenti le hanno negato ingiustamente
–, sia per inneggiare alla figura della donna
in genere, che da sempre relegata nel corso
della storia a ruoli marginali, è colpevolmente
sottovalutata perfino in seno alla società odierna,
che pecca ancora d’eccessivo maschilismo.
Volpe bellissima è scaricabile
gratuitamente ciccando qui:
http://www.ebookgratis.net/ebook.asp?id=424
Francesco Scaffei, poeta, scrittore e pittore,
è nato il 03/01/1948 a Firenze e attualmente
vive a Scandicci (Firenze). La passione per
l'arte e la letteratura, legate alla sua naturale
sensibilità verso il sociale, lo hanno sempre
accompagnato nella vita, spingendolo a riversare
sulla carta le proprie emozioni, scrivendo poesie
e piccoli racconti. Ha partecipato a vari concorsi
nazionali e internazionali, dove ha conseguito
vari premi e riconoscimenti, fra i quali : 1°
Classificato al "Concorso Nazionale R.
Calvani 2007" - 2° Classificato "Premio
Internazionale G. Pescetti 2007" - 2° Classificato
"Concorso Calicanthus 2009" - 1° Classificato
" Premio Speciale Città di Bisceglie 2009".
Presente in varie antologie poetiche e letterarie,
nel 2006 ha pubblicato un libretto di poesie
"Pensieri Sparsi" Ed. Penna D'autore.
Nella stesura dei suoi versi, privilegia la
parte emozionale e di getto, a quella della
corretta sintassi e della metrica. Nel 2008
ha pubblicato racconto giallo ambientato a Firenze
"Morte di un Invisibile" Ed. Tip.
Bertelli. Sempre legato alla sua passione artistica,
ha frequentato corsi di iconografia, che lo
hanno avviato alla pittura di Icone, con le
quali ha conseguito alcuni Premi Speciali.
Blog : ipensierisparsi.blog.dada.net
Francesco quello bono
Camminava veloce e scattoso
sotto gli ombrosi portici
sbracciandosi e urlando
che stava per finire il mondo.
Passava sfiorando i barroccini
senza fermarsi un attimo
come clienti disinteressati
frettolosi e freddolosi.
Correva con il suo vestito buono
come un ragioniere di banca
urlando frasi sconclusionate
o forse verità ultraterrene
che solo i folli conoscono.
Così era Francesco, quello bono,
nel suo percorso a passo di danza
sbraitando di fulmini e saette
e di extraterrestri che arrivavano,
faceva fuggire tutta la gente
che lo prendeva per matto.
E forse matto lo era, forse
perché chi parla di stranezze
irreali o sconosciute ai normali,
come molti scienziati e inventori
sono considerati folli o pazzi,
e forse Francesco, quello bono
folle lo era davvero, forse.
Silvana Fiori, nata a Pozzuoli (Napoli), ha insegnato
per vari anni a Firenze. Attualmente insegna in
Germania, a Stoccarda. Ha scritto poesie e novelle
per grandi e piccini pubblicandole su alcune riviste.
Ha tradotto due romanzi dall'inglese. Collabora
con la rivista "Clic donne 2000". Ama
molto leggere, scrivere, camminare, viaggiare
e andare alle terme.
4
Con chi parlerò di melograni?
A chi sussurrerò
Con uniforme sensibilità?
Sbuccerò pareti con temperini d'avorio.
Allora potrai rallegrarti del mio vuoto mentale
Dell'incupire degli angoli del collo
Di capelli raffinati penduli attorno al viso.
Con acutezza, con sollecitudine.
Se uso un linguaggio biblico o blasfemo
L'amarezza non è forse simile?
Conducimi al di là degli archi di bauxite
Portami su amache di velluto ambrato
Proibiscimi il dolore.
Volpe bellissima di Lorella
De Bon (di lei sappiamo tutto, inutile scriverne
ancora…)
"... scrivere e credere è un modo come
un altro per morire ... quando mi mandano le
loro lettere e le loro scritture, io non le
leggo. Mi sembra di leggere la cronaca di una
morte annunciata." (Alda Merini)
Se scrivere è morire,
ti leggo
a piene mani, tu, sepolcro d'emozioni
a suscitarmi viva.
Che se scrivo è per sentire
il fiato della carne, il sussulto
degli occhi alla luce del fato.
Leggimi senza timore, ora,
anche se poi m'abbandoni
sul comodino o sotto, nella polvere,
o nella strada bagnata del Naviglio.
Leggimi viva, che io ti scrivo
come so fare: di notte, nel sonno,
alla luce dei lumini, senza occhiali.
Perché non c'è distanza alcuna
- fra te e me -
e sono miope quanto basta
per vederti qui, adesso:
volpe bellissima dalle unghie narcise,
carne in esilio dal tocco d'Amore,
dolce testamento di versi.
E i testamenti
li scrivono i vivi.