
Vasco Gioachini
1) Una decina di righe per raccontarti
dalla nascita a oggi.
Caspita,
così poco spazio per raccontare la mia IMPORTANTISSIMA
vita? Vabbè, ci provo. Abito dalla nascita nella
cittadina di Somma Lombardo (VA), luogo tristissimo.
Nella mia vita l’arte e tutto ciò che all’arte in
qualche modo si collega, riveste un ruolo di primo
piano: grafica e pittura ai primi posti, ma anche
musica, cinema, letteratura… E, a proposito di “arti”,
m’interessano moltissimo anche quelle marziali.
Poi, anzi prima, c’è Sua Maestà il fumetto, naturalmente:
il carburante della mia creatività, il fattore primo
che scandisce la mia vita, da un semplice sbattere
di palpebre alla voglia e al coraggio di scalare
un palazzo a mani nude. Ho frequentato il liceo
artistico a Varese e ora frequento la scuola internazionale
di comics a Torino, dove si è scoperto che almeno
per quanto riguarda il disegno (il resto lo lascio
al giudizio di chi mi conosce e mi frequenta) non
sono proprio quello che si dice ‘na chiavica. Sono
quasi due anni che sono fidanzato con una ragazza
meravigliosa e con lei, e grazie a lei, tutto viaggia
nei migliori dei modi.
2) C’è qualche grande disegnatore
di fumetti cui ti ispiri in particolar modo?
Diciamo
che ci sarebbero centinaia di disegnatori a cui
mi ispiro ,ma nello specifico la mia fonte primaria
è Frank Miller scrittore e disegnatore di alcune
tra le grafic-novel piu famose e importanti nel
panorama del fumetto mondiale, prima tra tutte “Sin
City”.
3) Puoi raccontare come vi siete
conosciuti tu e Patrizio?
Il primo
incontro è stato Milano, alla fiera di CartoCoomics,
lo scorso marzo. Io e un gruppo di compagni-amici
stavamo disegnando allo stand della scuola quando
lui si è avvicinato dicendo che stava cercando un
disegnatore per trasporre in fumetto il suo personaggio
romanzesco. Poi ha salutato lasciando il suo biglietto
da visita e si sa che, in tutte le migliori storie,
da cosa nasce cosa...
4) Succede che a volte -per non
dire spesso- tra soggettista-sceneggiatore e disegnatore
ci si arrivi a confrontare anche duramente su questa
o quella svolta narrativa, su questa o quella scena,
su questa o quella tavola. Come vi siete organizzati
tu e Patrizio?
Fino a
questo momento non è mai capitato, ma è inevitabile
in ogni rapporto di collaborazione creativa che
succeda, prima o poi. Per quanto mi riguarda (ma
quanto a questo so di parlare anche a nome di Patrizio)
credo sempre e comunque nel dialogo come metodo
migliore per appianare qualsiasi divergenza di vedute
e… per risolvere i problemi.
5) Puoi concedere un’indiscrezione sul lavoro che
si dice stiate portando avanti? Di cosa si tratta?
Premesso
che non occorre uno scienziato nucleare per capire
cosa possano combinare insieme uno scrittore-soggettista
e un disegnatore di fumetti (ah-ah), credo che sia
l’argomento di cui ci stiamo occupando a essere
assolutamente top-secret. Però chi conosce un po’
il mio “socio” –e il commissario Cardona- può immaginare
benissimo che si tratterà di una storia drammatica
e avvincente.
6) Ma tu, sinceramente, ci vivresti
volentieri in un posto come Monteselva?
Oddio,
prima di andarci addirittura ad abitare vorrei pensarci
un po’ su. Magari, se i prezzi degli immobili sono
accessibili, perché no? Scherzi a parte, però, io
tendo a vedere ovunque gli aspetti più oscuri e
gotici della vita, al punto che, da quattro anni
a questa parte, il mio guardaroba è tutto nero:
dunque, non appena mi si presenta l'opportunità
di disegnare qualcosa di tenebroso, non posso che
andarci a nozze.
7) Il commissario Cardona, Diana
De Rossi, Gaetano Gargiulo & company, fino a
poche settimane fa per te non esistevano neanche;
adesso ti trovi a confrontarti con loro praticamente
ogni giorno. Che tipi sono? Andate d'accordo?
Massì,
diciamo che cui rispettiamo, stando bene attenti
a non pestarci i piedi. A volte mi sembra di vivere
in un telefilm, tipo Friends, un personaggio tra
gli altri: quello più forte, quello più simpatico,
quello più complessato, la tipa sexy, l’imbranato…
e ciascuno reclama continuamente spazio e attenzione.
8) Mi piacerebbe sapere a cos’altro
stai lavorando in questo momento. Quali sono i tuoi
progetti a breve e a lunga gittata?
Beh, di
progetti ce ne sono sempre tanti. Ora come ora sto
lavorando ad una breve storia autoconclusiva futuristica
che varrà anche come esame finale della scuola,
scritta e matitata da me. Guardando un po’ più avanti,
sto lavorando ad alcune tavole di presentazione
per presentarmi alla Bonelli: incrociate tutti le
dita per me!.
9) Dai, Vasco: fai un saluto a modo tuo agli abitanti
e ai visitatori di Monteselva, buoni o cattivi che
siano.
Cavoli,
che dire? Un abbraccio circolare a tutti, ma per
quanto riguarda i criminali… state in campana e
guardatevi le spalle, perché il Leone è sempre in
caccia!
Mariella
Gori
www.patriziopacioni.it
maggio
2010